| Sindacato |
DEMOCRAZIA
ECONOMICA
COSTITUZIONE
ITALIANA
Articolo 46
Ai
fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le
esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei
lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi,
alla gestione delle aziende.
___________
La
sfida al futuro la nostra ragione d'essere
di
Lamberto
SANTINI
L’ideale per ridiscutere il tema della Democrazia
Economica e ricaratterizzarla con un tratto “UIL” sarebbe stato
trovarsi con altri sindacati europei per ragionare insieme, analizzare
le loro esperienze, riflettere sul mutamento di rapporto avvenuto tra
lavoratore ed impresa.
L’Europa di Maastricht nata dalle monete, dalle banche,
trova difficoltà a vedere affermati i temi del sociale, dei diritti di
tutela, dei diritti di informazione e di partecipazione.
Lisbona, Nizza hanno tentato di dare cittadinanza ai
diritti per coniugare, all’interno di un nuovo Disegno sociale
europeo, risposte alla Globalizzazione che tende, se non controllata, ad
allargare le diseguaglianze.
L’impegno della UIL, insieme al sindacato italiano ed
europeo è quello di finalizzare una risposta in grado di coniugare il
mercato con un modello sociale fondato su regole rispettose dei diritti
fondamentali del lavoro.
L’avvento dell’Euro, come moneta unica dei paesi
dell’Unione Europea, sempre più vicino, tende a superare il simbolo
intrinseco, e sublimandosi, assurge a grande evento politico foriero di
una forte integrazione politica, sociale ed istituzionale.
L’Unione Europea dell’Euro, nel 2002, pur con tutte
le contraddizioni in essere, rappresenterà visivamente ed idealmente un
punto di attrazione sempre più forte non soltanto per i popoli
dell’Est Europa, ma soprattutto per quelli del Sud del Mediterraneo.
Dopo l’area del dollaro, dello yen, sulla scena
politica ed economica si affaccia per la prima volta l’area
dell’Euro: una novità che deve portare a superare la dimensione
meramente intergovernativa per assumere sempre più quella politica,
istituzionale e sociale.
Il
tema della Democrazia Economica diventa pertanto base fondante per far
crescere la consapevolezza dei diritti a livello europeo, nazionale ed
europeo: la UIL ha il dovere di spendersi perché ciò avvenga.
Troverete inseriti nel sito i documenti che costituiscono i fondamenti di un discorso che
va ampliato e veicolato coinvolgendo tutta l’organizzazione; per
questo abbiamo chiesto e chiederemo un contributo di dirigenti sindacali
che seguono per le categorie questo impegnativo tema.
Il Servizio Democrazia Economica è a disposizione per
agevolare il dibattito nei territori e con le categorie.
Dobbiamo approfondire temi quali la partecipazione,
l’etica e la responsabilità sociale dell’impresa, le nuove
rappresentanze — così complesse per essere esercitate — in una fase
così delicata di transizione non solo per il Sindacato, ma per le
imprese e la Società tutta.
Alcuni interrogativi a cui dobbiamo come sindacato dare
risposte?
E’ giusto mettere in discussione i vecchi diritti di
tutela, per ottenere maggior flessibilità e maggior retribuzione?
Può essere questa la risposta al tentativo di chi
interpreta le nuove libertà giocando a ribasso sui salari?
Il mercato sempre più aperto e competitivo ha creato
forti elementi di frizione tra la cosiddetta old economy e la net
economy: la risposta può solo essere quella del “MAC
JOBS” cioè dei servizi e dei lavori di “transito”,
innovativi forse più per il tipo di prodotto che offrono, non per i
contenuti di chi ci lavora.
Queste nuove problematiche, le risposte da dare di fronte
ai veloci cambiamenti di scenario, hanno posto e pongono il Sindacato,
la UIL, di fronte a sfide difficili. La situazione non è per nulla
semplice, ma noi della UIL, laici e riformatori per convinzione oltre
che per scelta, non possiamo permetterci il “lusso” di rimanere
immobili; dobbiamo accettare la sfida del “nuovo”, non possiamo
tirarci indietro: il nuovo è rischio ma il vecchio può essere anche
immobilismo; la ricerca del giusto mezzo, il futuro da costruire è la
ragione stessa del perché essere UIL.
TORNA ALLA HOME
|