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Un segnale positivo sul fronte della revisione della Direttiva CAE

Il CESE approva un parere sul tema dei “Comitati Aziendali Europei: un nuovo ruolo per promuovere l'integrazione
europea"

Bruxelles, 7 Settembre 2006 - Il Comitato Economico e Sociale (CESE) ha approvato un parere, su iniziativa del Consigliere UIL Edgardo Maria IOZIA, che ne è il Relatore, che  riporta all’attualità il tema della revisione della direttiva 94/14 sui Comitati Aziendali Europei

Finalmente un atto ufficiale in cui si riafferma la necessità e l’urgenza di riaprire il processo di revisione della Direttiva CAE, come peraltro già previsto nella stessa.

Dopo un lungo periodo di latitanza della Commissione stessa sul tema della revisione supportata dalla posizione fortemente contraria dell’UNICE e del CEEP ad ogni modifica del testo,  questo atto ribalta la necessità di apportare le modifiche al testo tra le priorità all’ordine del giorno.

Quali dunque i punti focalizzati nel Parere e quale il teorema sostenuto per giungere a questa determinazione?

La chiave di lettura sta nell’impostazione generale data al testo e più precisamente sulla analisi del RUOLO essenziale che i CAE  possono svolgere per lo sviluppo del modello sociale europeo, basato, come noto, sulla ricerca del  consenso e sul dialogo sociale , sul rispetto dell’identità e della dignità della persona individuando una sede di confronto e di incontro nell’ambito delle imprese transnazionali. 

Il Parere analizza inoltre tutto il percorso svolto  dalla Direttiva CAE ad oggi, sia in ambito della Commissione Europea che in ambito del Parlamento Europeo, collegando l’articolato della Direttiva  a quelli successivi in ordine cronologico sul tema del coinvolgimento dei lavoratori promossi dalla stessa Commissione Europea che forniscono un quadro di nozioni di informazione e consultazione dei lavoratori  molto più avanzate rispetto a quelle della Direttiva 94/14.

La Direttiva 2002/14 sui Diritti di informazione e consultazione dei lavoratori e quelle sulla Società Europea e sulla Società Cooperativa Europea sono fortemente orientate a definire il senso  della  anticipazione  della consultazione rispetto alle decisioni.  

L’informazione e la consultazione dei lavoratori, d’altra parte, hanno senso solo se esercitate ex ante, cioè in una fase antecedente decisioni importanti prese da parte di una impresa. Solo in questa fase può infatti essere strategico il contributo dei lavoratori che deve cercare di ANTICIPARE gli eventuali danni per l’occupazione. Se si trascura questo passaggio viene meno tutto il dispositivo che punta allo sviluppo del modello sociale europeo, fortemente richiamato a Lisbona.   

Quali i punti principali individuati dal CESE da prendere in considerazione per un rapido aggiornamento della 94/45?

- aggiornare le disposizioni in materia di informazione e consultazione contenute nella 94/14 adeguandole a quelle su analogo argomento contenute nelle successive direttive;

- adeguare il numero dei delegati alle mutate condizioni tenendo conto dell’allargamento dell’Europa e tenendo conto del diritto di ogni Paese a partecipare;

- riconoscere il diritto dei Sindacati Europei e Nazionali a far parte delle DSN e dei Comitati stessi e la possibilità di ricorrere a propri esperti. 

Il Parere  evidenzia dunque la necessità di adeguare la Direttiva CAE al diritto all’informazione fornita in tempo utile al fine di non svuotarne l’efficacia  e negando dunque ogni possibilità ai lavoratori di proporre un proprio parere sul tema, alla qualità dell’informazione e ad un esercizio della consultazione quale “scambio di opinioni ed instaurazione di un dialogo tra i rappresentanti dei lavoratori e il datore di lavoro al fine di procedere ad un esame adeguato e preparare le successive consultazioni”.. “al fine di ricercare un accordo, mediante esame congiunto, sulle misure da adottare” (come definito nella Direttiva 2002/14 sui Diritti di informazione e consultazione).

Una grande occasione da non perdere per i lavoratori è infatti l’applicazione di quest’ultima Direttiva 2002/14, ancora in corso di recepimento nel nostro Paese. I tempi stringono per l’emanazione della legge di recepimento da parte del Governo  in quanto la scadenza per la pubblicazione di questo atto è ormai prossima. 

L’applicazione di questa Direttiva infatti offrirà un supporto legislativo importante per l’esercizio dei diritti relativi all’informazione dei lavoratori, introducendo inoltre il concetto di “consultazione” in un testo di legge dello Stato.

Il Parere compie inoltre una analisi approfondita dello stato dell’arte sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo della esperienza CAE nelle imprese europee.

Vengono evidenziati i numeri dei Comitati Aziendali Europei costituiti rispetto alle potenzialità del numero di imprese con caratteristiche in linea con i principi della Direttiva che non hanno ancora costituito il comitato

Viene evidenziato  il progresso della qualità degli accordi recentemente siglati da alcuni CAE, con specifica attenzione ai temi toccati mettendo in risalto l’aumento del numero di tali accordi nei tempi recenti e come questa realtà dimostri che i Comitati Aziendali Europei si stiano affermando quale terreno di incontro fra lavoratori europei e imprese transnazionali.

Questo aspetto ci deve far riflettere soprattutto perché apre il percorso di una contrattazione transnazionale attualmente in embrione ma che rischia di procedere più veloce delle discussioni aperte nei sindacati nazionali ed europei.

Il Parere inoltre individua, tra i ruoli da assegnare ai CAE,  quello dello sviluppo e dell’integrazione della Responsabilità Sociale delle Imprese nella politica delle imprese. In questo senso i CAE sono la sede privilegiata per promuovere politiche adeguate ed iniziative coerenti di RSI.

Questo ultimo punto è particolarmente in linea con quanto indicato dalla UIL già da molti anni.

E’ stata la UIL ad individuare il legame fortissimo fra la responsabilità sociale ed il ruolo dei CAE già nel 2003 nell’ ambito di un  nostro seminario internazionale  sul tema.  E’ dunque una soddisfazione per la UIL vedere aggi affermate le sue previsioni in un documento del Comitato Economico e Sociale Europeo.

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