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RISPARMIO Forti
perplessità della UIL su alcuni aspetti del Ddl Il segretario confederale della UIL, Lamberto Santini, ha riunito il coordinamento nazionale delle Autorità di vigilanza, che comprende i dirigenti sindacali della Banca d’Italia-UIC, della Consob, dell’Isvap, dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, della Covip, dell’Autorità di Vigilanza per i Lavori Pubblici, per una valutazione congiunta del Ddl sulla tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari. La UIL sottolinea l’importanza del Ddl, che cerca di ovviare ad alcune carenze della normativa in vigore in materia di governo societario, di conflitto d’interesse, di falso in bilancio, di abusi di mercato, recependo la direttiva 2003/6/CE, oltre alla riforma delle autorità di vigilanza. Accogliendo positivamente alcuni elementi di novità, quali la presenza obbligatoria nel collegio sindacale di rappresentanti della minoranza azionaria, rafforzandone il ruolo di garanzia, la UIL si rammarica che neanche in questa occasione è stata presa in considerazione la proposta del sindacato, almeno nelle società che scelgono il modello duale, di prevedere la presenza di rappresentanti dei lavoratori nel comitato di sorveglianza, come già ampiamente e positivamente realizzato in altre realtà europee. Appare non comprensibile, inoltre, la scelta di non inserire nel provvedimento la “class action”, strumento chiave per rendere realmente effettiva la tutela dei consumatori Per quanto riguarda la riforma delle autorità di vigilanza, fermo restando il principio del rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza, la UIL esprime ampie perplessità su quanto si sta delineando, in contrasto con gli ordinamenti dei Paesi europei più avanzati. Si ritiene profondamente sbagliata la scelta di sopprimere la Covip e l’Isvap e di costituire l’Agenzia per l’investigazione finanziaria, trasferendole alcune competenze attualmente svolte dall’UIC. Questo disegno di semplificazione, correlato ad un’architettura discutibile di modello di vigilanza per finalità, può determinare come risultato effettivo la dispersione di un patrimonio ormai acquisito di conoscenze, di professionalità costruite in anni di lavoro, di relazioni internazionali con le omologhe autorità europee ed extra europee. Una scelta non sufficientemente meditata. In particolare, per quanto riguarda la Covip nella legge delega sulla previdenza, attualmente all’esame del Senato, paradossalmente è previsto un incremento delle funzioni e delle dotazioni della Covip, riconoscendone implicitamente la qualità del lavoro svolto e la necessità di un rafforzamento per i nuovi compiti che lo sviluppo della previdenza integrativa assegna all’Autorità di vigilanza. La peculiare funzione della Covip, posta a tutela e garanzia del risparmio previdenziale, non può essere confusa con altre forme di vigilanza, creando regole indifferenziate per tipi di risparmio con finalità diverse. Il crescente afflusso di mezzi previsti con lo sviluppo dei fondi pensione, richiede sempre più competenze specialistiche che solo un’Autorità dedicata può garantire. L’attività dell’Isvap, che in questi anni ha contribuito a garantire la stabilità del sistema assicurativo ed ha incrementato in modo significativo il suo ruolo di orientamento dei comportamenti delle compagnie anche nei confronti degli assicurati, assumendo progressivamente la funzione di “ombudsman” di sistema, deve continuare a caratterizzarsi per specializzazione. La UIL ritiene che essa, anzi, debba essere rafforzata, anche per far fronte alle nuove incombenze che il prevedibile sviluppo della delega previdenziale attribuirà al ramo vita delle compagnie. Va rafforzata la capacità di controllo dell’Isvap, rendendo sempre più effettivo e penetrante il suo ruolo. Per quanto riguarda l’UIC, Ente strumentale della Banca Centrale, la via maestra da seguire è già tracciata nel dlg n°319/98, che già aveva previsto il trasferimento, in caso di scioglimento, delle competenze e del personale alla Banca d’Italia. A giudizio della UIL il passaggio di competenze alla costituenda AMEF, dovrà vedere una stretta correlazione temporale tra queste e la correlativa, indispensabile, dotazione di personale. Il ddl, infine, determina per quanto riguarda i lavoratori, inaccettabili disparità di trattamento, nessuna garanzia di equità e di tutela professionale. Stupisce la scarsa attenzione a temi così delicati che si desume dalla lettura del ddl. Si richiede con forza una esplicita previsione di sottomettere ad un negoziato sindacale criteri, condizioni, tutele e garanzie per i lavoratori per quanto riguarda il passaggio tra un autorità e l’altra, escludendo il principio del possibile ricollocamento, a richiesta, presso altre amministrazioni pubbliche. Occorre, invece, stabilizzare i rapporti di lavoro precari in essere, trasformando i contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, immettendo in ruolo il personale oggi indispensabile al funzionamento delle autorità. La UIL continuerà a seguire da vicino lo sviluppo del dibattito parlamentare, continuando insieme a Cgil e Cisl a sensibilizzare i gruppi parlamentari su questi rilevanti effetti della riforma e mantenendo un costante collegamento con le Federazioni Nazionali di categoria e le rappresentanze sindacali presenti all’interno delle autorità, per il tramite del coordinamento nazionale delle Autorità di vigilanza. Roma 7 maggio 2004 |