Di fronte al cambiamento l’evocare “vendette” e “punizioni”, nasconde la paura di perdere privilegi antichi e in contrasto con le esigenze di questo Paese.
Esigenze che si chiamano innovazione, liberalizzazioni e competitività, modernizzazione e sviluppo.
Dopo anni di attese, di rinvii e di ambiguità abbiamo “tutti” il dovere e l’interesse a confrontarci con una volontà riformatrice, palese e concreta, che guarda al futuro e si sforza di rimettere al centro l’interesse generale.
Ma abbiamo anche un dovere più importante: la certezza e la qualità della tutela dei diritti costituzionali e fondamentali del cittadino.
Chi ha paura del cambiamento, spesso, lo dimentica.
Una Riforma – quella delle professioni - che ha anche il compito di adeguare l’Italia ad una Europa il cui Parlamento intende abolire le barriere e gli ostacoli regolamentari nel settore dei servizi professionali.
Il Governo non dimentichi tuttavia che CGIL CISL e UIL – in queste fasi di confronto per la definizione del Disegno di Legge Quadro e nella sua attuazione normativa – sono autorevoli soggetti politici rappresentativi di interessi generali e di proposte riformatrici condivise da larga parte del mondo professionale.
13 ottobre 2006