DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL VII CONGRESSO REGIONALE DELLA UIL TOSCANA

FIRENZE 16 E 17 GENNAIO 2002

Il VII Congresso regionale della UIL Toscana approva la relazione introduttiva presentata dal Coordinatore Regionale Mario Catalini, gli apporti emersi dal dibattito e le conclusioni, le tesi predisposte dal Comitato Centrale nazionale e quelle proposte dal Comitato Centrale Regionale Toscano e dal C.D. della CSP UIL di Firenze. Tale documentazione rappresenta il materiale di lavoro per gli organismi che il Congresso eleggerà per il prossimo mandato.

In particolare il VII Congresso ribadisce l’impegno della UIL per la sicurezza degli stati e dei cittadini, per una lotta senza titubanza al terrorismo internazionale e per facilitare il dialogo, la collaborazione e la cooperazione fra popoli, stati, culture e credi religiosi per assicurare un futuro fatto di progresso e di pace duratura.

Obiettivo non secondario di questa politica è la lotta alla povertà, al sottosviluppo, alla fame ed alle malattie. Verso questo obiettivo serve un impegno solenne da parte di tutti i paesi industrializzati, in particolare quelli appartenenti al G. 8.

Il dibattito sulla globalizzazione deve pertanto abbandonare le contrapposizioni ideologiche per incanalarsi sulle iniziative politiche del sindacato italiano per formalizzare e sostanziare relazioni ed organismi, in Europa e nel mondo, capaci di rafforzare il potere dei lavoratori e delle loro associazioni. La UIL  considera quindi fondamentale la presenza ed il lavoro nella CES e nell’ICFTU, in particolare la diffusione dei CAE che debbono oltrepassare le frontiere europee per difendere ovunque i lavoratori dallo strapotere delle multinazionali.

La UIL è sempre stata una convinta sostenitrice dell’Unione Europea fin dalla sua nascita e valuta positivamente la conversione di altre organizzazioni verso questa politica. La U.E. è finalmente riuscita a realizzare una moneta unica per tutti i cittadini europei e l’uso dell’EURO si sta diffondendo positivamente. Purtroppo non possiamo non rilevare gli aspetti speculativi di questa novità: vi sono molte imprese che hanno approfittato dell’EURO per aumentare ingiustificatamente prezzi e tariffe, in particolare quelle relative ai servizi compresi quelli essenziali. Anche gli enti pubblici hanno seguito l’onda degli aumenti ingiustificati. La UIL appoggia con forza tutte le denuncie avanzate della nostra ADOC e sosterrà tutte quelle iniziative che saranno intraprese.

Dalle elezioni del 13 maggio 2001 è uscita una maggioranza di centro destra che ha dato vita al governo Berlusconi. La UIL, sindacato confederale, autonomo ed indipendente, portatore di un proprio progetto, si è confrontato e si confronterà con questa maggioranza e con questo governo senza alcun pregiudizio, ma con la più tenace determinazione di rappresentare e difendere i lavoratori ed i cittadini. La UIL, sindacato laico e riformista, libero ed indipendente che, con il pieno rispetto per le scelte individuali, rifiuta qualsiasi forma di collateralismo e di confusione tra lotta sindacale ed opposizione politica e quindi giudica negativamente le recenti escursioni di sindacalisti nella politica.

Il confronto con il Governo di centro destra, in questa fase, si è concluso con una grave rottura, sia sul piano del metodo che sui contenuti della sua politica sociale, con la preoccupazione di vedere stravolta la politica di concertazione per sostituirla con un confronto inconcludente.

La UIL ribadisce l’importanza della politica dei redditi e della concertazione di cui rivendica la paternità culturale e politica, una politica che ha consentito di sconfiggere l’inflazione, di difendere le retribuzioni e le pensioni, di risanare la finanza pubblica ed ha permesso l’ingresso dell’Italia in Europa.

Sul lavoro il Governo ha presentato una legge delega che sopprime, seppur parzialmente l’art. 18 della Legge 20/5/70 n° 300, una proposta che espone i lavoratori al rischio di licenziamento senza giustificato motivo, rendendo possibile inaccettabili discriminazioni ed ingiustizie.  Anche sugli strumenti di governo del mercato del lavoro siamo di fronte ad un eccesso di privatizzazione tale da escludere il sindacato dalla conoscenza e dal controllo degli strumenti di gestione.

In materia di stato sociale siamo riusciti a difendere l’intangibilità delle pensioni di anzianità ed ad avviare la previdenza integrativa, attraverso la liberalizzazione del TFR e la conseguente possibilità di conseguire la pensione complementare. Così come è senz’altro positivo consentire, dopo aver conseguito la certificazione del diritto acquisito, il prolungamento volontario dell’attività lavorativa, mentre è assolutamente inaccettabile affidare al datore di lavoro la insindacabile facoltà di dare o negare il proprio consenso. La riduzione contributiva per i neo assunti, così come è formulata,  è  inaccettabile perché non garantisce la copertura previdenziale di questi lavoratori e le risorse per la previdenza e c'è il rischio che costituisca un incentivo per i datori di lavoro a liberarsi dei lavoratori più anziani e costosi. Ad avviso della UIL si tratta di un ingiustificato trasferimento di risorse dal lavoro ai profitti d’impresa.

La legge finanziaria non ha attribuito sufficienti risorse per il rinnovo dei contratti pubblici, rendendo difficoltoso il recupero del differenziale fra inflazione programmata e quella reale, limitando altresì lo sviluppo della professionalità e della qualità del lavoro del dipendente pubblico che è la condizione per disporre di una pubblica amministrazione all’altezza delle esigenze dei cittadini.

Sono state disattese le aspettative dei pensionati al minimo, prevedendo in finanziaria risorse inadeguate, sufficienti a soddisfare solo una piccola parte di questo settore debole della società. A questo va aggiunta la cancellazione degli sgravi Irpef fruiti con la Finanziaria 2000.

Sul mezzogiorno è assente una vera politica di investimenti e di sviluppo  tale da permettere una crescita dell’occupazione in un’area dove i livelli di disoccupazione sono elevati e dove serve un intervento straordinario di investimenti infrastrutturali, di ricerca, di innovazione e di formazione.

Su questi problemi il sindacato si è mobilitato nella prima settimana di dicembre ed i lavoratori pubblici hanno già scioperato il 14 dicembre. Dopo questi scioperi UIL, CGIL e CISL hanno continuato la campagna di mobilitazione e di lotta in tutto il paese anche in questo mese, con lo sciopero della Toscana per il prossimo 29 gennaio e dei trasporti per il 31. Mentre il pubblico impiego sciopererà nuovamente il giorno 15 febbraio, con manifestazione nazionale.

Il VII Congresso della UIL regionale condivide in pieno le decisioni delle confederazioni e ribadisce tutto il suo impegno per la piena riuscita dell’iniziativa di lotta. Così come attribuisce grande importanza alla politica di coinvolgimento delle forze politiche ed istituzionali, in particolare apprezza il contributo del Presidente della Repubblica C. A. Ciampi.

Il confronto con i governi regionali e locali tuttavia non deve limitarsi al semplice dibattito sulle critiche alla politica del Governo, ma deve anche affrontare e discutere gli effetti di questa politica nelle comunità locali, in particolare la volontà degli EE. LL. di trasferire sui cittadini le conseguenze della politica del Governo e quelle sempre più pressanti della difficoltà della finanza locale. Sui problemi dei bilanci comunali e provinciali, delle tasse e delle tariffe locali il confronto con i comuni e le province non può limitarsi ad una semplice consultazione. Deve essere chiaro che la UIL si batterà per dare valenza e certezza di risultato alla politica di concertazione in Regione e negli enti locali, che non può essere una semplice ed inconcludente procedura di consultazione. Stesso rilievo assume il procedimento di liberalizzazione-privatizzazione dei servizi pubblici locali che non deve essere un’occasione per fare finanza sulle spalle dei lavoratori e dei cittadini. Su questa materia ci deve essere una vera disponibilità contrattuale da parte delle istituzioni locali.

Per quanto concerne in particolare i servizi essenziali a rete (gas - acqua - elettricità), mentre manifestiamo disponibilità, senza pregiudiziali ideologiche preconcette, verso l'apertura di questo mercato all'impresa e al capitale privato, riteniamo al tempo stesso indispensabile offrire ai cittadini un servizio efficace, efficiente, di qualità, a tariffe sostenibili insieme alla difesa dell'occupazione e dei diritti dei lavoratori.

La UIL Toscana attribuisce una grande importanza alla nuova legge di modifica costituzionale sul federalismo ed alla crescita del ruolo e dell’autonomia regionale, in particolare ai nuovi Statuti di cui le regioni dovranno presto dotarsi. In questa elaborazione istituzionale uno spazio deve essere attribuito al mondo associativo, in particolare alle Organizzazioni Sindacali, le quali hanno tutto il diritto ottenere riconoscimento statutario alla politica di concertazione. Sotto questo aspetto la Toscana può e deve rappresentare un esempio per tutti.

La stessa politica di area vasta che la regione sta sviluppando deve essere oggetto di confronto e non può essere un tentativo di razionalizzazione della programmazione della spesa, ma deve avere per scopo una politica di riequilibrio, affinché il territorio regionale possa sviluppare una crescita omogenea dell’economia e del lavoro. Gli investimenti e la programmazione territoriale deve avere come obiettivo la crescita delle aree più deboli e deve tendere al riequilibrio anche della qualità dei servizi pubblici e sociali e del sistema delle infrastrutture.

Il Congresso attribuisce una grande importanza alla politica di unità sindacale, indispensabile per fronteggiare la politica del Governo e della Confindustria al centro ed in periferia. Una politica unitaria e fortemente autonoma del sindacato che non può essere il supporto di una opposizione politica, ma il pilastro con cui si difendono gli interessi dei lavoratori italiani e toscani, attraverso rapporti unitari di pari importanza e dignità di proposta e di decisione, valorizzando le reciproche specificità ed evitando l’apertura di contraddizioni che rischierebbero di lacerare il tessuto unitario. In questa fase fatta di iniziative comuni di elaborazione e di lotta bisogna fermare sul nascere tentativi di primogenitura e di egemonizzazione, questo è il compito principale dei gruppi dirigenti confederali che debbono avere l’autorevolezza di evitare fughe in avanti e pretese derivate dalla consistenza organizzativa.

La UIL ribadisce la sua natura e la sua caratterizzazione culturale di sindacato laico e socialista e rivendica con forza l’eredità di quei valori democratici di tolleranza e di giustizia sociale. Un sindacato moderno che si batte con gli strumenti di gradualità tipici della tradizione riformista europea.  Per questo abbiamo le carte in regola per rispondere a chi cerca inutilmente di collocarci vicino a questa o a quella area politica.

All’interno della UIL convivono persone che hanno oggi posizioni politiche diverse ma che, nel rispetto della tradizione laica e riformista, sanno dialogare fra loro per elaborare una linea sindacale che ha un solo ed unico punto di riferimento: la difesa degli interessi del mondo del lavoro e della parte più debole della società.

Il VII Congresso della UIL Toscana impegna l’organizzazione per il rafforzamento della presenza della UIL nei luoghi di lavoro e nella società, in particolare per l’apertura di Camere Sindacali Zonali e Comunali con struttura di rappresentanza, aperte alle donne ed ai giovani da qualificare con una adeguata politica formativa.

Nello stesso tempo è necessario valorizzare tutto il suo tessuto collaterale per offrire agli iscritti ed ai lavoratori assistenza e servizi di elevata qualità ed efficienza. La politica dei servizi e dell’assistenza non è un dovere delle sole strutture confederali, anche le categorie debbono essere impegnate per il raggiungimento di questi obiettivi di crescita qualitativa e quantitativa. Pertanto è necessario rilanciare la confederalità, attraverso la crescita della disponibilità alla collaborazione ed alla cooperazione fra tutte le strutture della UIL. Il compito dei nuovi organismi regionali, ma anche provinciali e di categoria in tutta la Toscana deve essere quello di costruire una casa accogliente per tutti gli iscritti e per i lavoratori costruendo un vasto tessuto di iscritti, di simpatizzanti e di cittadini della UIL, affinché il nostro Sindacato del Cittadino possa aumentare il suo spazio politico ed organizzativo nel lavoro e nella società.