E' un vero e proprio grado di contrattazione, che contiene complete e specifiche discipline di determinati istituti contrattuali.
Gli accordi interconfederali (o concordati), sono da considerare contratti collettivi a tutti gli effetti, in quanto ricercano una regolamentazione complessiva dei vari aspetti del rapporto di lavoro.
La contrattazione interconfederale è indirizzata verso obiettivi rivendicativi di carattere generale, capaci di suscitare grandi movimenti di massa
I momenti più significativi del livello interconfederale, si hanno dal 1945 al 1948, periodo caratterizzato da un forte movimento dei lavoratori (Patto di Roma). Tuttavia fino al 1960 si ha una contrattazione largamente accentrata, gestita da un sindacato che è prevalentemente fenomeno di vertice e che comunque ha portato a grandi accordi interconfederali (commissioni interne, disciplina dei licenziamenti, scala mobile, etc.) ed ai primi contratti di categoria.
Bisogna peraltro rilevare che, in tale epoca, le Federazioni di categoria erano ancora in fase di costituzione.
Negli anni 70 il livello inteconfederale ha assunto una netta valenza politica, su questioni economiche e sociali: politica delle riforme, programmazione economica, legislazione del lavoro, piani occupazionali.