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CONTRATTAZIONE

Mappa delle crisi aziendali presso il Comitato Occupazione

I dati relativi alle crisi aziendali, che hanno negoziati sindacali in corso, presso il Comitato per il Coordinamento delle iniziative per l’occupazione, meritano alcune riflessioni.

In via preliminare, va osservato che essi non sono certamente esaustivi circa la profondità della  crisi  dell’apparato produttivo nazionale. Innanzitutto perché, da un punto di vista istituzionale, vi è una pluralità di soggetti che intervengono nei momenti di ristrutturazione delle imprese. In alcuni casi direttamente la Presidenza del Consiglio, come è stato per le vicende FIAT e Thyssen Krupp. In altri, in particolare per le imprese poste in regime di amministrazione straordinaria, il Ministero delle Attività Produttive. Inoltre, c’è da considerare che un numero rilevante di aziende in difficoltà ha dinamiche esclusivamente locali.

 Infine, non va dimenticato che soltanto nell’ultimo periodo si è manifestato il fenomeno, assai preoccupante per l’insieme del manifatturiero italiano, della crisi dei distretti industriali, che richiede approcci e strategie innovative.

Tuttavia, anche a fronte di queste doverose puntualizzazioni, il monitoraggio effettuato dal Comitato per l’occupazione, offre uno spaccato interessante della situazione dell’apparato produttivo. Innanzitutto, si ha la conferma della diffusione della crisi, per  territori e per settori. In secondo luogo, le cessazioni di attività ed i fallimenti sono abbastanza  frequenti. Ciò indica la necessità di iniziative imprenditoriali sostitutive e, più in generale, di un riposizionamento delle attività produttive, o verso settori innovativi o, all’interno dello stesso settore, in direzione di una gamma di prodotti medio-alti, in grado di reggere la competizione apertasi sui mercati internazionali, evitando che gli unici fattori sui quali agire siano il costo del lavoro ed il prezzo del prodotto. Fattori che, peraltro, si stanno dimostrando scarsamente efficaci.

Un’ultima considerazione. Molte crisi hanno un’origine lontana nel tempo. E’ evidente che il perdurare di queste situazioni, senza sbocchi positivi, al di là delle singole specificità, mette in luce l’urgenza di una complessiva rivisitazione della strumentazione a disposizione per la soluzione delle crisi di impresa.

Nel dettaglio, ai fini della sintesi analitica delle crisi aziendali attualmente presso il Comitato  per l’occupazione, si ha il seguente quadro:

Liguria, Molise, Sicilia e Umbria presentano casi isolati di aziende in crisi, però particolarmente significativi. Le crisi nazionali sono invece 14 e coinvolgono 40.542 lavoratori, di cui 18.285 in CIGS. I settori maggiormente colpiti sono quelli della componentistica elettronica ed il tessile.

Scarica le tabelle regione per regione in formato compresso

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