Signor Presidente,
il XIV Congresso nazionale della Uil ha luogo, per una fortunata coincidenza, poche settimane dopo la Sua elezione a Presidente della Repubblica. Ci consenta dunque di rinnovarLe, ancora una volta, gli auguri delle assise della Uil che Le tributano il sincero omaggio dell’Organizzazione tutta.
Abbiamo apprezzato, signor Presidente, la scelta di recarsi a Ventotene come primo atto della Sua Magistratura. Non ci sfugge il valore simbolico di questa Sua visita nell’isola in cui Altiero Spinelli concepì l’idea alta di un’Europa, nuova Patria di popoli diversi ma uniti da una volontà di pace, di libertà, di giustizia e di progresso. Noi condividiamo il Suo anelito europeista e il Suo impegno per la diffusione di quei valori.
Il processo verso una compiuta unificazione europea vive, però, una fase di incertezza, di diffidenze e persino di esplicite contrarietà. I risultati negativi delle consultazioni referendarie sulla Costituzione europea e gli ostacoli nella redazione del bilancio comunitario ne sono stati una testimonianza.
Occorre infondere nell’animo e nelle menti degli europei fiducia nell’Europa. A Lei, signor Presidente, che ha sempre creduto in questi ideali, noi pensiamo che la Storia attribuirà anche tale compito. E lungo questa strada, ne può essere certo, avrà sempre il sostegno di tutta la Uil.
Il nostro Paese ha anche bisogno che si dia continuità ad una grande opera intrapresa dal Suo predecessore, Carlo Azeglio Ciampi, a cui va ancora il riconoscimento e l’affetto di noi tutti. Ciampi ha molto lavorato, nel suo settennato, per consolidare il principio della coesione sociale.
Non è un obiettivo, questo, evocato da uno spirito patriottico, che pure sarebbe sufficiente, di per se, a consigliare di procedere lungo tale direzione. Vi è però un’ulteriore motivazione, di pregnante attualità e che riguarda il futuro della nostra Italia, a giustificare questo impegno: la coesione sociale è un valore necessario per lo sviluppo e la crescita economica di tutto il Paese. E’ un interesse di tutti, insomma, oltre che un valore della nostra storia nazionale, da difendere e affermare.
Noi abbiamo sempre sostenuto che per consentire una riduzione delle tasse ad un cittadino del Nord è indispensabile che vi sia un occupato in più nel Sud. Così come, abbiamo sottolineato che la ricchezza del Paese aumenta se essa cresce soprattutto nel Mezzogiorno. Sono esemplificazioni molto semplici ma che fanno emergere una grande verità: oggi nasce una nuova “questione settentrionale” che deve trovare risposte in una logica sinergica con le soluzioni all’atavica “questione meridionale”. Il Paese cresce, se cresce insieme ed unito.
C’è, infine, un problema che riguarda il lavoro. Ci conforta molto, signor Presidente, la certezza della Sua particolare attenzione e sensibilità personale alla questione. Ancora una volta la Uil ha voluto dedicare il proprio Congresso nazionale a questo tema. “Il lavoro della ricchezza del Paese” è, infatti, il titolo del nostro appuntamento che ben sintetizza scelte e obiettivi dell’azione sindacale della nostra Organizzazione.
Siamo convinti che occorra restituire centralità e valore al lavoro per puntare allo sviluppo economico. Il nostro Paese vive le difficoltà di una bassa crescita, generata da una stasi della domanda interna e della produttività. La perdita di valore del lavoro è, secondo noi, la principale causa di questa crisi.
Noi abbiamo l’intendimento e ci poniamo l’obiettivo di dare il giusto e dovuto risalto alla pietra angolare su cui è basato il nostro Stato. “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”: è quel che recita l’articolo 1 della Costituzione e noi continuiamo a crederci.
Quel principio è tanto più vero oggi poiché, tra i due tradizionali fattori della produzione, il capitale e il lavoro, quest’ultimo ha un maggiore rilievo. Ciò che oggi fa la differenza, infatti, è la conoscenza che risiede nelle persone e nel loro lavoro.
Vogliamo valorizzare il lavoro e vogliamo valorizzare le persone che lavorano. E questo progetto di autentica emancipazione è per il bene del Paese.
Questa è la battaglia della Uil; una battaglia sancita dal percorso congressuale della nostra Organizzazione; una battaglia per la quale siamo certi di avere il conforto del Suo beneplacito.
Grazie signor Presidente e un caloroso saluto dai delegati al XIV Congresso nazionale della Uil.
Roma, 25 giugno 2006