UIL: Politiche di bilancio e tesoreria | Novità nel sito
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Bilancio e tesoreria

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Dichiarazione di voto al Bilancio consuntivo 2010 dell’INPS del Consigliere di rappresentanza UIL Rocco Carannante

Cari Consiglieri,

come in occasione dei bilanci degli esercizi precedenti non posso che ribadire il giudizio politico negativo anche in ordine all’approvazione del bilancio consuntivo 2010.

L’avanzo finanziario di competenza è positivo per 1.664 milioni ma il risultato economico è negativo per 1.374 milioni. E’ vero che la recessione economica si riflette sulle previsioni finanziarie, economiche e patrimoniali dell’INPS nondimeno, come noi della UIL abbiamo ribadito nelle precedenti occasioni, il legislatore è intervenuto con provvedimenti di forzatura del sistema che finiscono per far gravare sul sistema previdenziale oneri di natura assistenziale che propriamente dovevano essere posti a carico della fiscalità.

Mi riferisco all’art. 2, commi 25 e 26, della legge 22 dicembre 2008, n. 203.

Questa disposizione ha un effetto strutturale sul bilancio dell’Istituto sottraendo risorse dal comparto del fondo pensioni lavoratori dipendenti anziché dalla fiscalità generale per oltre 3 miliardi ogni anno.

Non più tardi di due mesi or sono, a maggio scorso, il Presidente enfatizzava che il cantiere della riforma delle pensioni era chiuso.

E’ si che con quello che lui stesso aveva definito il lodo Mastrapasqua, attribuendosene la paternità, i lavoratori avevano già avuto lo scorso anno un bel regalo: il differimento di un anno per andare in pensione.

La crisi economica e i dati sul debito pubblico hanno permesso un attacco senza precedenti all’Italia nel mese in corso.

L’effetto è stato l’approvazione, in tempi sorprendentemente rapidi, della manovra finanziaria. Ma indovinate dove il legislatore continua ad effettuare prelievi?

Ancora una volta dai pensionati, riducendo o eliminando la perequazione e introducendo un contributo straordinario per le pensioni più elevate.

I pensionati sono la parte debole del sistema economico, non possono scioperare e allora vengono presi di mira da questo Governo.

E’ davvero inaccettabile.

I giovani di oggi saranno i pensionati del domani e senza certezze in ordine al diritto e all’importo della pensione si lasciano senza futuro i nostri figli e senza risorse sufficienti per condurre una vita dignitosa chi è già pensionato.

Lasciando da parte le questioni del sistema paese, ci sono altre ragioni per cui esprimo una valutazione negativa sul bilancio.

Mi voglio riferire alla forte ascesa delle spese per l’informatica che si sono più che raddoppiate rispetto al 2008.

Anche qui, l’allora Presidente commissario nell’istituire la centrale unica d’acquisti enfatizzò il suo operato e la sua decisione alla stampa indicando gli obiettivi di razionalizzare e di contenere le spese di funzionamento. Bene, questi obiettivi non sono stati raggiunti ed è indispensabile un ripensamento sulla fallimentare esperienza adottando opportuni interventi correttivi.

Che dire poi delle spese della comunicazione?

Come è possibile che l’Istituto spenda cifre stratosferiche per una pubblicità, opinabile e discutibile anche nel merito, in un contesto economico come quello attuale nel quale ci sono lavoratori che non hanno più un posto di lavoro, famiglie che non riescono a pagare i mutui e pensionati che non riescono a comprare il pane a fine mese?

Sono stati svolti accertamenti in merito alla correttezza dell’operato della centrale unica? E infine, che ruolo svolge e quanto costa all’Istituto la società KPMG? A mio avviso va fortemente ridimensionata l’esternalizzazione di attività decisionali non soltanto per gli elevati oneri economici ma soprattutto perché rischia di spostare all’esterno processi decisionali seguendo logiche che possono essere differenti rispetto a quelle del proseguimento del fine pubblico e sminuendo il ruolo fondamentale della dirigenza dell’Istituto.

Come UIL intendo assolutamente dissociarmi a queste mostruosità.

La UIL pertanto, pur in presenza della correttezza dei documenti di bilancio, non può che esprimere a tutela degli iscritti un giudizio politico negativo in ordine all’approvazione del documento.

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