Cari Consiglieri,
come in occasione dei bilanci degli esercizi precedenti, ribadisco il giudizio politico
negativo anche in ordine all’approvazione del bilancio preventivo assestato 2011.
Questo bilancio mostra i segni della crisi che stiamo attraversando. L’avanzo finanziario
di competenza è negativo per 344 milioni e il risultato economico è negativo
per 2.901 milioni.
Continuo a sottolineare l’effetto negativo di quei provvedimenti di forzatura
del sistema che finiscono per far gravare sul sistema previdenziale oneri di
natura assistenziale che propriamentedovevano essere posti a carico della fiscalità.
Mi riferisco all’art 2, commi 25 e 26 della legge 22 dicembre 2008, n. 203.
Questa disposizione ha un effetto strutturale sul bilancio dell’Istituto
sottraendo risorse dal comparto del fondo pensioni lavoratori dipendenti
anziché dalla fiscalità generale per oltre 3 miliardi ogni anno.
Ma ciò che appare preoccupante è che ogni qual volta si debba intervenire
per sanare deficit strutturali della fiscalità generale, si individui nelle
pensioni il settore privilegiato di intervento sul quale operare tagli.
Mi riferisco alla “finestra mobile”, alla riduzione o eliminazione della
perequazione, alla introduzione del contributo straordinario per le pensioni
più elevate, all’incremento progressivo dell’età pensionabile per le donne.
I pensionati sono la parte debole del sistema economico e il Governo mette
le mani sul loro portafoglio.
E’ davvero inaccettabile.
I giovani di oggi saranno i pensionati del domani, che non avendo certezze
in ordine al diritto e all’importo della pensione, non avranno assicurato
un futuro. Senza risorse sufficienti chi è già pensionato non potrà
condurre una vita dignitosa.
In questo contesto, suscitano perplessità le esternazioni del Presidente
Mastropasqua che reclamizza le riduzioni del numero delle pensioni liquidate
conseguenti all’entrata in vigore della riforma delle pensioni. Il nostro
Istituto deve tutelare i pensionati, è questa la sua funzione, è questa la sua storia.
Per quanto riguarda le spese di funzionamento, il Collegio dei Sindaci,
in occasione del consuntivo 2010, ha elencato una serie di perplessità e
censure sull’attività negoziale alle quali deve essere data una risposta
soddisfacente da parte dell’Amministrazione o, altrimenti, dovranno
essere adottati provvedimenti conseguenziali.
Si registra una forte ascesa delle spese per l’informatica.
Se l’istituzione della centrale unica d’acquisti aveva gli obiettivi di
razionalizzare e di contenere le spese di funzionamento, bene, questi
obiettivi non sono stati raggiunti ed è indispensabile un ripensamento
sulla fallimentare esperienza, adottando opportuni interventi correttivi.
La Uil, pertanto, pur in presenza della correttezza dei documenti di
bilancio, non può che esprimere, a tutela degli iscritti, un giudizio
politico negativo in ordine all’approvazione del documento.
I Consiglieri del CIV:
Rocco Carannante
Luigi Scardaone