SEMINARIO
Dialogo Brasil Italia - L'esperienza del doposcuola
San Paolo 25-26 ottobre 2005
Buon giorno a tutti.
Intervengo a nome della delegazione italiana della UIL – Unione Italiana del Lavoro - che rappresento e di Progetto Sud - Organizzazione Non Governativa, espressione del nostro sindacato, la cui missione è la cooperazione tra i popoli e l’aiuto allo sviluppo in vari Paesi del mondo.
E’ d’obbligo, prima di tutto ringraziare, le autorità della Municipalità di San Paolo che assieme a noi hanno fortemente voluto e contribuito alla realizzazione di questa grande assise chiamata a discutere di oratori, scuola, doposcuola, orientamento professionale, e di conseguenza anche di lotta all’emarginazione ed al lavoro minorile. Come ho prima detto, il grande evento di oggi che vede riuniti tanti operatori ed esperti della scuola, è il risultato di un forte impegno da parte della Municipalità di San Paolo, della Uil e di tutti noi.
E’ una grande occasione di confronto culturale e di lavoro progettuale da realizzarsi nel prossimo futuro. Una chance di vera cooperazione tra popoli fratelli, arricchita dalla grandissima presenza di operatori della scuola, professori, presidi, autorità scolastiche, associazioni ed istituzioni pubbliche.
Per questo motivo, il ringraziamento va innanzitutto ai padroni di casa: il Prefetto di Sao Paulo, dott. Josè Serra; l’Assessore Aristodemo Pinotti, la Regione Lazio ed il suo assessorato all’Ambiente ed alla Cooperazione, qui rappresentato dal dott. Carugno che ha appoggiato l’iniziativa anche con una specifica donazione; il Ministero degli Esteri italiano che ha dato il patrocinio all’iniziativa; il Console italiano in San Paolo Gianluca Savino Bertinetto e naturalmente S.E. il Cardinale Claudio Hummes nostro partner in tante iniziative qui in Brasile, al quale siamo legati da un grande affetto ed una profonda stima.
La Uil dà un grandissimo valore a questo seminario ed alle iniziative future che potranno sorgere dalla giornata di oggi.
Lo consideriamo importante proprio perché il nostro evento mette al centro il tema della Scuola e quindi l’infanzia, con i suoi problemi in termini di trasmissione della conoscenza e dei saperi, ma anche con problemi che riguardano l’emarginazione sociale, l’abbandono scolastico e, in qualche caso, anche il lavoro minorile, non solo qui a San Paolo ma in tantissimi Paesi.
Problemi di abbandono scolastico li abbiamo ancora anche in Italia: nella regione Lazio, dove io vivo, secondo un recente studio del Comune di Roma, la dispersione scolastica colpisce il 19% degli studenti nella secondaria, il 9,2% nelle medie ed addirittura il 3,9% nella scuola primaria. Fattori dovuti a differenti cause, ma non per questo non preoccupanti.
Consideriamo importante, dunque, l’evento di oggi anche perché questa tematica è stata vissuta dall’Italia fin dagli anni ’50 e, anche se in parte superata, continua ad essere un problema in alcune aree del nostro Paese, come testimonia l’esperienza dei maestri di strada a Napoli, che abbiamo voluto rappresentare in questo consesso con la presenza di uno dei protagonisti di questa splendida iniziativa, il Prof. Salvatore Pirozzi.
Un altro segno significativo del valore che noi attribuiamo all’evento di oggi, è rappresentato dalla grandezza e qualità della delegazione italiana, che comprende rappresentanti del Comune e del Centro Multimediale di Terni della Regione Umbria, rappresentanti del mondo della information technology come la Vasmine e la Società di Formazione di ENEL qui rappresentata dall’Amministratore Roberto Brunialti; una rappresentanza qualificata del mondo della Scuola, con esponenti dell’Irase – Istituto UIL che fa formazione professionale ai docenti e dell’Università di Palermo.
La Uil, ancora è qui presente con importanti esponenti: oltre a me che parlo a nome della Segreteria Generale, sono in quest’aula il Dott. Sergio Scibetta Presidente dell’Organo di controllo di Progetto Sud, Filippo Tancredi Trifirò, Bruno Bruni Presidente di Progetto Sud, il segretario organizzativo della Uil Campania Fulvio Bartolo, ed altri rappresentanti della nostra organizzazione.
Non dimentichiamo la presenza di un salesiano laico, da anni impegnato sul terreno del supporto all’infanzia, Massimo Angeletti, che ci racconterà della storia degli oratori in Italia nel passato, ma anche quella di oggi.
L’attenzione e l’affetto che riponiamo sul Brasile è testimoniato dalle numerosissime visite e dall’impegno profuso in questo Paese.
La Uil, attraverso Progetto Sud, è impegnata nell’aiuto allo sviluppo da oltre 20 anni, e siamo presenti in Brasile con progetti specifici di cooperazione da oltre 12. Abbiamo sedi in San Paolo, Salvador De Bahia e ieri è stata inaugurata la nuova sede di Rio De Janeiro.
Il nostro impegno è forte sul fronte del supporto e difesa dei diritti umani e civili delle persone e delle organizzazioni sindacali, sul terreno della formazione e creazione di impiego, ma anche in quello della difesa dell’infanzia, del diritto allo studio dei minori e della lotta al lavoro infantile.
In questo senso, abbiamo trovato logico rispondere positivamente all’idea della Municipalità di San Paolo e della Segreteria dell’Educazione, quando a marzo scorso ci fu proposto un impegno sul terreno dell’infanzia e dei doposcuola.
L’Italia ha una lunga storia in questo campo, a partire dall’esperienza prima degli oratori salesiani nel dopoguerra e poi dei doposcuola a partire dagli anni 50-60.
A quel tempo anche per le famiglie italiane il problema era cosa fare dei nostri figli dopo l’orario scolastico e come evitare che molti bambini passassero ore della giornata in mezzo alla strada.
Sappiamo che questo è ancora un problema sentito in Brasile (ricordo il tema de los ninos de Rua), specialmente nelle aree marginali di San Paolo e di Rio De Janeiro.
Nel caso italiano, naturalmente, la soluzione è stata quella degli oratori prima e dei doposcuola poi.
Questo riguarda una fase significativa della storia italiana nella seconda metà del secolo XX. Successivamente, però, l’istituzione scolastica si è assunta il compito di offrire ai bambini ed ai giovani una programmazione didattica a carattere integrale, che ha compreso un orario della giornata in molti casi di otto ore.
Questo degli aspetti didattici della proposta di Scuola e Doposcuola verrà toccato esaurientemente in questo seminario, dagli esperti brasiliani ed italiani. Io mi limito a sottolineare il valore sociale e politico della collaborazione tra la Uil italiana e Progetto Sud, da una parte, e la Municipalità di San Paolo dall’altra. Un valore prima di tutto etico e morale per un’iniziativa che pensa alla tutela del bene prezioso per l’umanità che è costituito dall’infanzia – l’umanità di domani, la nostra scommessa futura.
Investire nei giovani e nei bambini, mettere loro a disposizione strumenti di conoscenza e di tecnologia avanzata è importante per il loro futuro, ma è anche un investimento per tutta l’umanità.
E’ questa una sfida molto difficile.
Oggi noi possiamo pensare solo ad iniziative pilota a forte carattere qualitativo.
Il concetto è comune alla Cooperazione allo Sviluppo: sviluppare un esempio a forti contenuti innovativi per indicare un percorso che può e deve essere seguito e sostenuto dalle istituzioni pubbliche e – in questo caso – dal Governo brasiliano, se si vuole dare una risposta vera ai problemi dell’emarginazione ed abbandono scolastico di tanta gioventù.
Il progetto che noi abbiamo chiamato Scuola di Vita, e che vogliamo sia adottato e lanciato a partire da questo seminario, nasce da una proposta comune italo brasiliana.
Essa si propone la realizzazione di un obiettivo ambizioso: l’istituzione, nelle aree marginali della metropoli paulista, di centri pilota di integrazione scolastica e di orientamento professionale, per aiutare con moderni strumenti didattici e formativi i bambini, gli adolescenti ed i giovani delle aree marginali della metropoli brasiliana ad orientarsi e qualificarsi per intraprendere il difficile cammino della vita.
Il programma prevede la creazione di una struttura articolata in centri pilota di orientamento ed integrazione educativa, in grado di riprendere la cultura e gli aspetti positivi della vecchia tradizione italiana dei dopo-scuola e degli oratori, che tanto successo hanno avuto nel nostro Paese.
Quali sono gli scopi di questo progetto? Potrei riassumerli in tre concetti di base:
Questi temi potranno essere ripresi da Bruno Bruni nel corso di questa giornata e contiamo che questo sia soprattutto il lavoro che dovrà essere sviluppato dagli esperti italiani e brasiliani, nella giornata di oggi, di domani e nel prossimo futuro, al fine di pervenire ad una proposta comune articolata sul piano progettuale da presentare ad istituzione e donors internazionali ai quali chiederemo di finanziare questa importante iniziativa.
Per concludere, mi limito a dire che nell’esperienza italiana il patrimonio del doposcuola va ben al di là del semplice mobilitarsi per soddisfare i bisogni didattici dei giovani: per noi ha rappresentato un luogo di crescita, di opportunità educative, di relazioni buone con coetanei e adulti.
Il doposcuola, in quanto agenzia formativa in senso ampio si propone come luogo di opportunità non solo didattiche, ma vera e propria scuola di vita.
E’ questa esperienza che vogliamo valorizzare nei progetti che promuoveremo assieme alla Municipalità di San Paolo, per questo vogliamo chiamarlo “Progetto Scuola di vita”.
Grazie.