Bahia 07/08 maggio 2007
Cari amici di Bahia, autoritá del Governo dello Stato, rappresentanti delle associazioni di categoria, Artigiani presenti, a tutti voi porto il mio personale saluto e quello dei lavoratori italiani della UIL.
Esistono tanti modi di interpretare e di fare cooperazione, ognuno con i suoi limiti e i suoi successi, e sicuramente voi vi chiederete il perché della nostra presenza a questo Seminario e il perché della presenza in Brasile di una delle maggiori centrali sindacali europee, la UIL, Unione Italiana del Lavoro.
Noi della UIL, attraverso il nostro Istituto di Cooperazione Internazionale “Progetto Sud”, abbiamo scelto di fare cooperazione decentrata in altri paesi perché vogliamo contribuire alla crescita del movimento sindacale come promotore di progresso economico e di democrazia. Crediamo nella costruzione di solide e durature relazioni con le associazioni locali e i movimenti popolari per avviare forme concrete di integrazione Nord/Sud.
Le Organizzazioni non governative del terzo settore, alleate ai sindacati,, rappresentano infatti oggi uno dei soggetti più attivi e, nel contempo, piú innovativi nella costituzione di quella che oramai viene definita come "società civile globale".
Si tratta, come è noto, di un vasto movimento su scala planetaria che si riconosce nel valore della cittadinanza attiva, nella capacità cioè della cosiddetta società civile organizzata di rivendicare per sé un ruolo da protagonista nelle grandi scelte che riguardano le condizioni di vita per i miliardi di esseri umani che oggi popolano il nostro pianeta.
Se infatti il fenomeno che va sotto il generico nome di globalizzazione economico-finanziaria rappresenta indubbiamente la "cifra" di questo inizio di millennio, è altrettanto vero che i tratti distintivi di questa fase della nostra storia sono marcatamente quelli di una crescente diseguaglianza economica, politica e sociale e di una divaricazione sempre più marcata tra i pochi che possiedono il molto ed i molti che possiedono il poco.
Un mondo ineguale quindi e per questo attraversato da tensioni e da squilibri crescenti, non solo in materia economica ma anche nei rapporti tra umanità e risorse naturali, nel rapporto stesso dell'umanità con la biosfera che la sostenta.
L'essenza ultima di questi squilibri risiede nell'idea, sarebbe meglio dire nell'ideologia, che tutto può e deve essere ridotto a merce e quindi in denaro, che tutto si deve e si può vendere e dunque comperare, non importa di cosa si tratta: corpi umani, dignità, futuro.
Ma, come tutti i processi "totalitari" anche questa globalizzazione dei mercati e della finanza produce i suoi anticorpi, la volontà cioè degli individui, delle donne e degli uomini in carne ed ossa, degli artigiani, operai e professionisti, di tornare ad essere protagonisti delle loro scelte, del loro futuro, di ridurre le distanze tra chi decide e chi subisce le decisioni, di avvicinare le leve di comando della propria esistenza.
Il motivo, quindi, per cui siamo presenti qui in Brasile e a questo seminario, non é quello di voler esportare il modello del cosiddetto benessere occidentale ma, piuttosto, quello di voler offrire e allo stesso tempo di poter ricevere da voi opportunità per costruire una società che ponga al centro la dignità di ogni essere umano e, soprattutto, che ponga al centro la dignitá del lavoro e del lavoratore .
Siamo convinti che occorra restituire centralità e valore al lavoro, in qualsiasi parte del mondo esso si svolga, per puntare ad uno sviluppo economico globale. Vogliamo valorizzare il lavoro in tutte le sue forme e vogliamo valorizzare le persone che lavorano. E questo progetto di autentica emancipazione è per il bene di tutti.
Tanto il Brasile quanto l’Italia, vivono oggi le difficoltà di una bassa crescita, generata da una stasi della domanda interna e della produttività. La perdita di valore del lavoro è, secondo noi, la principale causa di questa crisi.
Questa è la nosta battaglia; una battaglia sancita dal percorso della nostra storia e una battaglia che vogliamo condividere con tutte quelle organizzazioni che, in differenti parti del mondo, credono che l'umanità debba trovare la strada per riaprire il futuro alla speranza di un avvenire più giusto per tutti.
Buon lavoro!
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