(ANSA) - ROMA, 1 APR - "Un tavolo di concertazione per le politiche abitative": è la richiesta avanzata al governo dall'assessore alla Casa del Comune di Firenze e delegato Anci alle Politiche abitative, Claudio Fantoni, in un'intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero di Anci Rivista, dove denuncia: "In Italia sono quasi 4 milioni le famiglie che non hanno una casa e che hanno difficoltà nel pagamento del mutuo, dell'affitto e delle bollette". Per loro servono rispose certe e immediate. "E' grave che i Comuni siano lasciati soli nel fronteggiare una simile situazione e, peggio, che vengano privati degli strumenti, già insufficienti, per fronteggiarla", spiega Fantoni. "Basti pensare che il fondo nazionale per l'affitto è praticamente scomparso, è stato ridotto a 33 mln di euro, quando nel 2000, in una situazione ben più tranquilla, era di 360 mln di euro". Inoltre, "la cedolare secca inciderà in modo penalizzante e si rischia che venga compromessa la politica di calmieramento dei canoni promossa da molti Comuni che ha consentito nelle città ad alta tensione abitativa la possibilità per molte famiglie di pagare un canone sostenibile". Ci saranno conseguenze? Per l'assessore "non solo si corre il rischio che non vengano più stipulati contratti calmierati perché non vantaggiosi, ma c'é il pericolo che gli affitti dei contratti concordati in scadenza vengano aumentati. E' probabile - continua - che un numero importante di famiglie italiane, a causa della cedolare secca, veda aumentato l'affitto". Per scongiurare nei prossimi mesi un aggravamento della situazione è necessaria la costituzione "di un Fondo espressamente dedicato all'incentivazione del canale concordato che preveda garanzie - conclude - in favore dei proprietari e di conseguenza vantaggi per gli inquilini, chiamati a pagare un affitto ridotto".