Il giorno 04.03.2011, presso l’Auditorium dell’Inpdap di Via Santa
Croce in Gerusalemme 55, si è tenuto il convegno “La previdenza
complementare del pubblico impiego” sotto la presidenza del Dott.
Enrico Matteo Ponti, coordinatore Commissione prestazioni. Per la
Uil scuola era presente Francesco Sciandrone.
I lavori sono stati aperti dal saluto del Presidente dell’Inpdap
Crescimbeni e la relazione introduttiva è stata tenuta dal Dott.
Ruggini, coordinatore Commissione Previdenza complementare Tfs – Tfr.
Il presidente dell’Inpdap Crescimbeni, nel salutare favorevolmente
l’ingresso di Perseo e Sirio tra i fondi pensioni complementari,
completando così tutto il pubblico impiego, ha evidenziato le
difficoltà di decollo della previdenza complementare, stigmatizzando
che solo il 10,3% dei lavoratori è iscritto a Fondi pensione e che
costituiscono freno alle iscrizioni a fondi chiusi, contrattuali, la
scarsa fiducia negli investimenti, che porta gli interessati a
chiedersi “che fine faranno i nostri soldi”, e la mancanza di
conoscenza della Previdenza diretta.
Il Dott. Ruggini, nella sua relazione, ha precisato che si è perso
del terreno ed una buona opportunità, essendo in ritardo di almeno
15 anni dalla riforma previdenziale di Dini. Con 35 anni di
versamento a Fondi pensioni complementari si raggiunge un rendimento
dal 10 al 20% lordo, costituendo realmente un 2° pilastro nel
sistema previdenziale.
Ha illustrato, inoltre, dettagliatamente il percorso della
previdenza complementare, evidenziando come punto dolente il
trattamento fiscale che, nel settore pubblico, stando alla L.
124/93, prevede un prelievo del 23%, mentre in quello privato arriva
al massimo al 15%.
Ha auspicato, infine, che ci possa essere al più presto maggiore
consapevolezza della pensione diretta, in modo tale da arrivare alla
previdenza complementare quasi mediante un percorso obbligato.
Si sono susseguiti una serie di interventi di esponenti del mondo
sindacale e della politica che hanno messo in risalto la lenta
affermazione del sistema delle pensioni complementari.
In particolare, si deve sottolineare l’intervento dell’On. Cazzola
che, nel segnalare il malessere della previdenza in genere,
auspicava come possibile soluzione per la previdenza tre percorsi:
1) integrazione al minimo del sistema contributivo; 2) tassazioni
più favorevoli; 3) obbligatorietà della previdenza complementare,
liberalizzando una parte dei contributi previdenziali per spostarli
in un fondo chiuso.
Domenico Proietti, segretario confederale Uil, ha tenuto a precisare
che, per far funzionare bene i sistemi previdenziali, è necessaria
sia la stabilità economica che la certezza normativa, sostenendo
come il sistema della Previdenza complementare in Italia sia
all’avanguardia in Europa e nel mondo, affermando pure che, per
renderlo più efficiente, sia indispensabile separare l’investimento
previdenziale da quello finanziario.
Per ultimo è intervenuto il Dott. Finocchiaro, presidente del Covip
(comitato di vigilanza sui fondi pensioni complementare) il quale,
nel congratularsi con tutti gli intervenuti che si sono succeduti
nella mattinata, ha auspicato che si faccia al più presto una grande
campagna di informazione, per dare sufficiente consapevolezza della
pensione complementare.
I lavori sono stati conclusi dal Dott. Borio, presidente del Civ
(Consiglio di indirizzo e Vigilanza) dell’Inpdap.