Di Menna: classi
troppo affollate è una condizione
da superare per il prossimo anno scolastico
Avviato oggi il confronto
sugli organici
La Uil ribadisce: numero di alunni per classe secondo legge
Gli effetti sugli organici
Il numero degli alunni per classe è conseguenza del modo in cui
vengono definiti gli organici. – spiega Massimo Di Menna, segretario
generale della Uil scuola.
In questi anni abbiamo assistito alla ‘logica delle medie’ per cui
ci sono contemporaneamente classi con pochi alunni, per esempio nei
paesi di montagna, e classi che superano i limiti fissati dalla
legge. Il modo in cui il Miur determina l’organico, tutto
burocratico, con la calcolatrice alla mano, ha come presupposto un
‘tetto’ predefinito assegnato a ogni regione.
Abbiamo sempre proposto di procedere al contrario – continua Di
Menna – fare una fotografia precisa dell’esistente, individuare le
situazioni di criticità, quelle dove è necessario intervenire e solo
a quel punto passare alla definizione dell’organico.
Gli effetti sulla qualità della didattica
Le norme sulla costituzione delle classi sono regolate da un
decreto del 2009 (n. 81) che prevede un ‘tetto massimo’ di alunni
per classe:
|
Scuola
dell’infanzia |
Fino a 26
alunni
elevabili in casi eccezionali a 29 |
|
Scuola primaria |
Fino a 26
alunni
elevabili in casi eccezionali a 27 |
|
Scuola
secondaria di primo grado |
Fino a 27
alunni
elevabili in casi eccezionali a 30 |
|
Scuola
secondaria di secondo grado |
Fino a 27
alunni
elevabili in casi eccezionali a 30 |
|
Classi con
alunni disabili |
Fino a 20
alunni |
La presenza di un numero di alunni superiore a quello fissato dalla
legge è – ribadisce il segretario della Uil Scuola – non soltanto un
problema ‘giuridico’ ma anche una condizione da superare
assolutamente perché incide direttamente sulla qualità della
didattica e sui risultati.
La sentenza del Tar di oggi, ribadisce proprio questo: le classi che
superano il numero massimo di alunni sono fuori legge.
La questione edilizia
La situazione degli edifici e delle aule in Italia è molto
differenziata – spiega ancora Di Menna.
Ci sono aule dove, proprio per problemi di spazio, di metri quadrati
disponibili, per legge non ci può essere ‘affollamento’ di alunni.
Abbiamo più volte segnalato al Miur situazioni limite, presentato il
risultato di monitoraggi effettuati nelle diverse province italiane,
il nodo resta: l’anagrafe dell’edilizia scolastica,istituita da una
legge del 23 gennaio 1996, finanziata ogni anno con 200 milioni di
vecchie lire, rifinanziata in euro, ancora non è stata completata.
In base a quanto disposto dalla sentenza del Tar, entro 120 giorni
il ministero dell'Istruzione e il ministero dell'Economia dovranno
emanare il Piano generale di edilizia scolastica.
Sarebbe opportuno – conclude Di Menna – che in sede di definizione
dell’organico (oggi si è svolta la prima riunione tra ministero e
sindacati sugli organici del prossimo anno) questo fosse definito
nel rigoroso rispetto del numero di alunni per classe.
Neanche una classe, per nessuna ragione, fuori dai limiti imposti
dalla legge.
E ancora, attraverso l’anagrafe dell’edilizia scolastica la garanzia
di spazi adeguati.