La Conferenza di Parigi sui Cambiamenti Climatici fa squillare l’ennesimo campanello d’allarme sulla situazione generale del mondo che si avvia, su un piano inclinato, verso sbocchi sempre più drammatici.
E’ necessario non rimanere sordi ed invertire urgentemente e radicalmente una tendenza che, per di più, non è costante, ma si accelera giorno dopo giorno.
Di questo devono farsi carico le Istituzioni Internazionali, assumendola come la principale emergenza su cui chiedere a tutti impegno e coerenza.
Per l’Italia ciò significa porre le questioni ambientali come perno del progetto di sviluppo dell’economia che il Governo intende adottare, basandolo principalmente sul miglior utilizzo e sul risparmio energetico, sulla crescita delle fonti alternative, sul controllo di tutti i fattori inquinanti, tra i quali non solo l’industria ma anche i trasporti ed il civile.
Tanti problemi agitano, a ragione o a torto, la vita politica del Paese, ma questo li batte tutti per le ripercussioni a breve su tutta la produzione e sull’economia e per il futuro delle nuove generazioni.
Roma, 2 febbraio 2007