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COMUNICATI STAMPA
Delega ambientale - CGIL CISL UIL:
forzatura nociva Secondo le Segreterie nazionali di CGIL, CISL, UIL, il Consiglio dei Ministri, con la decisione di approvare in via definitiva il Decreto Legislativo attuativo della Delega Ambientale si è assunto una grave responsabilità. Aver approvato il provvedimento, questa è la critica delle Confederazioni, nonostante la richiesta di rinvio avanzata dalla quasi totalità delle parti sociali che fanno parte del Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali (CESPA), nonché dalle associazioni ambientaliste, dai Comuni, dalle Province e dalle Regioni, al fine di ricucire la contrapposizione tra Governo e Regioni ed Enti Locali, è la premessa di un lungo periodo conflittuale tra le istituzioni centrali e periferiche che certamente non gioverà agli sforzi che il Paese sta facendo a sostegno di una nuova fase di sviluppo. Tanto più grave appare questa decisione a fronte della disponibilità espressa da tutti i soggetti, a ricercare soluzioni condivise, soprattutto sui punti più controversi. Allo stato non è dato neanche sapere, visto che il Ministero non ha reso disponibile il testo, così come si era impegnato a fare, cosa sia stato recepito a seguito del confronto, anche aspro, che si è svolto presso il CESPA. In particolare non è dato sapere se sono state rimosse le lacune più critiche del provvedimento, denunciate dalle sciopero nazionale dei lavoratori dell’igiene urbana, relative alla clausola sociale per i lavoratori del settore dei rifiuti e conseguentemente per quelli dei servizi idrici e della difesa del suolo. Così come grave sarebbe il mancato accoglimento delle proposte sindacali in merito alle politiche industriali nei rifiuti, nel settore idrico, nelle bonifiche e nella difesa del suolo. Il Decreto è infatti seriamente carente di indicazioni sulle misure per la qualificazione delle imprese, le politiche fiscali per la crescita dimensionale, tecnologica, finanziaria, organizzativa delle imprese dei servizi, la ricerca ed il trasferimento tecnologico. Le conseguenze, ove non siano state accolte le proposte delle Confederazioni, sarebbero molto preoccupanti tanto sul piano economico e sociale quanto su quello della tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini. Un provvedimento dunque, se confermato nel suo impianto iniziale, dannoso per il Paese e richiederà, secondo le Confederazioni, un doveroso lavoro di riformulazione già all’inizio della prossima legislatura. |
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