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COMUNICATI STAMPA WILL2006, Nairobi (Kenya), gennaio 2006: nota UIL Assemblea delle confederazioni sindacali WILL 2006 (Worker’s Initiatives for a Lasting Legacy-Iniziative dei lavoratori per un lascito durevole) organizzata delle Nazioni Unite dall’agenzia per la protezione dell’ambiente (UNEP) con la partecipazione delle agenzie del lavoro (ILO) e della salute (WHO) e delle confederazioni sindacali (ICFTU, WCL, TUAC) e la Fondazione per il lavoro sostenibile (SustainLabor) tenutasi a Nairobi dal 15 al 17 gennaio 2006.
Integrare l’ambiente e lo sviluppo sostenibile nella linea di condotta e nell’azione dei sindacati dei lavoratori è il tema dell’Assemblea delle confederazioni sindacali WILL 2006 (Worker’s Initiatives for a Lasting Legacy-Iniziative dei lavoratori per un lascito durevole) organizzata delle Nazioni Unite dall’agenzia per la protezione dell’ambiente (UNEP) con la partecipazione delle agenzie del lavoro (ILO) e della salute (WHO) e delle confederazioni sindacali (ICFTU, WCL, TUAC) e la Fondazione per il lavoro sostenibile (SustainLabor) tenutasi a Nairobi dal 15 al 17 gennaio 2006. La conferenza ha visto la partecipazione di 150 rappresentanti dei sindacati e vuole dare voce e rappresentare tre miliardi di lavoratori del mondo con l’obiettivo di promuovere la piena integrazione dei tre pilastri dello sviluppo sostenibile (economia, ambiente e dimensione sociale) in un contesto di responsabilità comuni e differenziate. La sessione plenaria, i workshop e le sessioni separate hanno affrontato i seguenti temi: 1. Cambiamento climatico ed energia L’energia è indispensabile per il soddisfacimento delle necessità umane e la liberalizzazione della distribuzione, che sostituisce il monopolio pubblico, crea un sistema disaggregato e ineguale di disponibilità dell’energia per le popolazioni del mondo con impatti non controllati sulla salute umana e sull’ambiente. Il sistema dei trasporti, e dei relativi consumi energetici, non regge l’impatto della globalizzazione del mercato. Sviluppare sistemi di risparmio energetico è l’opportunità del futuro (vedi ad esempio il piano del governo tedesco per la riduzione del consumo energetico degli edifici che verrà proposto all’UE come modello nel corso del semestre tedesco del 2007). Occorre migliorare la qualità di vita nei paesi in corso di sviluppo attraverso il trasferimento e l’adozione delle migliori pratiche in tema energetico 2. Rischio chimico e sostanze pericolose I sindacati hanno espresso la necessità di attivarsi per identificare i problemi e proporre le soluzioni Sollecitano l’adozione del principio che “chi inquina paga” e del principio di precauzione (recentemente introdotto nella Costituzione francese), lo sviluppo di una nuova chimica verde, lo sviluppo di una nuova agricoltura che preveda l’abolizione dei pesticidi. I sindacati hanno partecipato alle procedure dell’Unione Europea per l’adozione del regolamento Reach che ha ottenuto l’accordo politico dei ministri europei. 3. Accesso alle risorse e ai servizi (per esempio l’acqua) L’accesso sostenibile alle risorse è il motore per alleviare la povertà e per assicurare a ciascuno di ottenere la sicurezza dei mezzi di sussistenza attraverso un equo accesso al cibo, energia, abitazione, salute e sicurezza sociale, acqua e servizi sanitari, educazione e trasporti. I Governi devono assumere l’autorità di legiferare per conservare la gestione pubblica delle risorse come acqua, energia, territorio e cibo. Le autorità pubbliche municipali devono essere affiancate nel processo decisionale dal meccanismo dell’Agenda 21 attraverso il quale chiamano a giocare un ruolo i molteplici portatori di interessi. Certe risorse, come l’acqua, non deve essere considerata come un prodotto e la tendenza a privatizzare i relativi servizi pubblici deve essere scoraggiata. 4. Responsabilità sociale delle imprese Ultimamente alcune multinazionali sono state messe in luce per il rispetto degli aspetti sociali, del lavoro e della protezione dell’ambientale come pure l’occupazione, la salute pubblica e la partecipazione dei lavoratori e il rispetto degli strumenti regolatori dell’OECD, ILO, UNEP. La responsabilità sociale dell’impresa (Enterprise Social Responsability-ESR) è divenuto oggetto di dibattito tra sindacati e altre categorie interessate agli effetti che la ESR può avere nella sostenibilità, protezione dell’ambiente e nella questione sociale. La ESR pone una sfida ai sindacati per lo sviluppo sostenibile: si basa su meccanismi volontari, promuove un approccio unilaterale ai problemi, si indirizza in una miriade di regole alcune positive ma altre negative o incomplete. Il compito dei sindacati è quello di valutare, supportare e partecipare i processi ESR che promuovono standard internazionali di lavoro, dialogo sociale, e di fare in modo che i risultati non riducano o rimpiazzino il ruolo dei governi o delle organizzazioni internazionali come l’ILO. 5. Occupazione, ambiente e salute pubblica, incluso asbestosi, HIV AIDS Ogni anno più di due milioni di uomini e donne muore per incidenti sul lavoro o per malattie collegate al lavoro. Occorre fermare il degrado sociale che può risultare dall’esportazione dei processi di lavoro, macchinari e chimici, e prevenire lo spaventoso numero di incidenti sul lavoro, ferimenti, malattie che derivano dalla chimica nuova o vecchia che producono asbestosi e persistente inquinamento organico. L’assemblea si è chiusa con l’approvazione di un documento comune che verrà proposto dal ministro spagnolo dell’ambiente, Cristina Narbona, alla Conferenza mondiale dei ministri dell’ambiente che si terrà dal 7 al 9 febbraio prossimo a Doha. Partecipando ai lavori della conferenza Cristina Narbona che ha illustrato le iniziative del governo spagnolo che ha orientato il nuovo programma alle problematiche dell’ambiente e della sostenibilità istituendo un consiglio ambientale con rappresentanti delle varie categorie compresi i sindacati e le ONG. Fondamentale è la partecipazione, la conoscenza e l’azione proposta dalla Carta di Rio de Janeiro, l’accordo governo-sindacati per un tessuto produttivo di qualità, la norma sulla responsabilità ambientale che richiede alle imprese a rischio ambientale una assicurazione finanziaria, il problema dello sviluppo urbanistico del litorale, la conservazione della biodiversità, l’esportazione dell’esperienza e la collaborazione per la globalizzazione dei diritti umani. Alla Conferenza ha partecipato il Direttore esecutivo dell’UNEP, Klaus Toepfer, che ha espresso la necessità di combinare azione locali a quelle globali e di fermare il trasferimento dei rifiuti nucleari ai paesi in via di sviluppo. La delegazione italiana composta dai rappresentanti della CGIL, della CISL, della UIL e della International Textile, Garment & Leather Worker’s Federation (ITGLWF) è stata ricevuta dall’Ambasciatore d’Italia a Nairobi, Enrico Gerardo De Maio, che ha illustrato la situazione dell’Africa centro orientale con particolare riferimento alla siccità, risorse idriche e alle possibilità di lavoro per le aziende italiane. Nel corso dell’incontro è emersa la possibilità di qualificare le attività degli operatori italiani del turismo attraverso iniziative di responsabilità aziendale. |