Guglielmo Loy: comunicato Stampa del 07/06/2018
Immigrazione, a Brescia non c’è l’asse Lega-5 Stelle
Immigrazione, a Brescia non c’è l’asse Lega-5 Stelle
07/06/2018  | Immigrazione.  

 

I grillini più vicini alle posizioni del centrosinistra. In città 36 mila stranieri residenti, il 18% della popolazione E tra loro c’è chi ha acquisito il diritto di andare alle urne

 

Di Thomas Bendinelli, https://www.corriere.it/

 

Brescia, 6 giugno 2018 - Pochi temi come il fenomeno mgratorio dividono l’elettorato e danno senso alle distinzioni tra destra e sinistra. Retaggi ottocenteschi o al più novecenteschi diranno alcuni, eppure basta leggere le prime righe dei passaggi di programma per capire dove il cuore batte. E se a livello nazionale la grande alleanza Lega-Cinque Stelle ha una chiara impronta salviniana sulla questione, a livello locale le proposte pentastellate si avvicinano senz’altro di più a quelle di Del Bono e compagnia che non a quelle della coalizione che sostiene Paola Vilardi. Quest’ultima propone l’uscita dal sistema Sprar, graduatorie ad alloggi popolari e asili che privilegino gli italiani, controlli sulle abitazioni, chiusura dei luoghi di culto illegali. Un approccio che, con tinte ancora più forti, lo si ritrova anche nelle ali estreme della destra.

 

Al contrario nel programma del centrosinistra il tema migratorio si collega a concetti quali inclusione, coesione sociale, responsabilità, buone pratiche di integrazione, «prestando particolare attenzione all’interlocuzione con le associazioni di donne straniere». Il Cinque Stelle non usa lo stesso linguaggio ma non si discosta molto da questo quando afferma la necessità di superare definitivamente le logiche emergenziali e di sviluppare invece «progetti partecipativi di conoscenza ed integrazione che liberino le energie di tutta la città». Alla sinistra di Del Bono il tema è declinato in maniera ancora più netta. Il partito comunista non ne parla proprio (se non indirettamente), Potere al Popolo insiste sulla necessitò di occuparsi di «lotta alla povertà e non ai poveri» (tra i quali ci stanno molti immigrati).

 

Di sicuro la città è molto cambiata negli anni. Gli immigrati residenti sono poco più di 36 mila, oltre il 18% della popolazione. Tale percentuale è stabile o quasi da qualche anno, ma è doveroso tenerla collegata al numero crescente di acquisizioni di cittadinanza, poco meno di duemila lo scorso anno, seimila complessivamente negli ultimi cinque. Ancor più spicca il dato dei residenti stranieri nati in Italia: tra i cinesi poco meno di uno su tre è nato qui, uno su quattro tra i marocchini, uno su cinque tra pakistani, albanesi, egiziani. Un gran miscuglio, insomma, tra piccoli stranieri nati in Italia che parlano l’italiano meglio della lingua dei genitori, italiani acquisiti che talvolta con l’italiano invece stentano ancora. Poi, sì, ci sono anche i richiedenti asilo o protezione, un po’ meno di 700 in tutto, che fanno tanto rumore mediatico ma rappresentano meno del 2% del numero complessivo di immigrati residenti in città o un decimo scarso del numero di nuovi elettori non nati in Italia.

 

Già, ci sono anche loro, gli immigrati che hanno acquisito la cittadinanza italiana e quindi anche il diritto di voto. Sono poco meno di settemila in pochi anni i nuovi elettori non nati in Italia, e questa volta tra i candidati ci sono anche non pochi immigrati. A occhio, buoni o cattivi che siano i propositi dei vari candidati, la città del futuro sarà ancora più mescolata e complicata da decifrare. D’altronde, nella lista Pro Bigio di destra c’è il maggior numero di candidati (ben quattro) di origine straniera.

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