Carmelo Barbagallo: comunicato Stampa del 02/11/2017
Governo apre a ritocchi eta' pensione, ma non c'e' rinvio
Governo apre a ritocchi eta' pensione, ma non c'e' rinvio
02/11/2017  | Sindacato.  

 

 

Tavolo sindacati in 10 giorni. Gentiloni media su lavori gravosi

   (di Barbara Marchegiani e Marianna Berti)

 

 

(ANSA) - ROMA, 2 NOV - Non un rinvio ma un confronto in tempi stretti sul nodo pensioni. Il governo apre alla possibilita' di correggere il meccanismo di calcolo che porta ad adeguare l'eta' di uscita all'aspettativa di vita e di escludere dallo scatto a quota 67 anni nel 2019 alcune categorie di lavoratori, quelli impegnati nelle mansioni piu' gravose e rischiose. Il tutto sara' discusso al tavolo con le parti sociali, che partira' gia' lunedi' prossimo e "verificato" in un vertice fissato per il 13 novembre. Il principio dell'automatismo pero' non si tocca.

 

Questo l'esito dell'incontro a Palazzo Chigi tra il premier Paolo Gentiloni ed i ministri del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti, dell'Economia Pier Carlo Padoan e della Pubblica amministrazione Marianna Madia ed i sindacati.

 

Cgil Cisl e Uil dicono si' al confronto ma esigendo risposte concrete, forti dell'appoggio del Parlamento. Gia' al Senato sono stati presentati emendamenti al decreto fiscale da molti partiti, compreso il Pd, per rinviare la decisione sullo scatto.

 

Il presidente del Consiglio ora si fa carico direttamente della questione, si ragiona in ambienti della maggioranza, avviando una delicata mediazione con i sindacati. Non recede dall'obiettivo primario, volendo evitare il rinvio dell'innalzamento dell'eta' pensionabile, ma apre al confronto per cercare una "sintesi mediana" che non arrechi danno ai conti del Paese. Una operazione che, tra l'altro, porta l'Esecutivo a recuperare, si prosegue nel ragionamento, la relazione con il sindacato dopo lo stallo degli ultimi tempi. Un rilancio politico i cui effetti saranno tutti da valutare ma che ha comunque consentito l'apertura del dialogo a tutto tondo con un settore importante del Paese. Entro fine anno e' atteso il decreto direttoriale (Lavoro-Mef) che certifica l'innalzamento di cinque mesi dell'eta' pensionabile da 66 anni e 7 mesi a 67 anni nel 2019 per tutti.

 

"Il rinvio non credo sia la strada. Ci puo' costare in Ue", ha detto il presidente del Consiglio ai sindacati. "I principi generali della norma restano validi. Il Parlamento e' sovrano, ma - ha sottolineato - non escludiamo si possa correggere qualcosa al tavolo con le parti sociali. Possiamo discutere subito di categorie specifiche, individuando i lavori piu' gravosi, e ragionare anche sui metodi di calcolo dell'aspettativa, fatto salvo la sostenibilita' finanziaria".

 

La tenuta dei conti e del sistema previdenziale e' stata rimarcata anche da Padoan, che al termine della riunione ha spiegato la posizione del governo: "Abbiamo concordato che al tavolo tecnico si consideri la possibilita' di modificare e migliorare i meccanismi che attualmente determinano la cadenza di adeguamento dell'eta' pensionabile", sotto "il vincolo che eventuali modifiche non intacchino la sostenibilita' del sistema previdenziale, che e' un pilastro fondamentale della sostenibilita' finanziaria del Paese".

 

E al tavolo si esaminera' "la possibilita' di estendere le categorie assoggettate ai lavori gravosi" per "vedere di staccarle dal meccanismo di aumento automatico", che come principio "resta confermato" ha aggiunto il ministro.

 

Se il confronto con le parti sociali dara' i suoi frutti, le modifiche saranno inserite nella legge di bilancio, ultimo treno prima della fine della legislatura. Nell'elenco potrebbero rientrare le undici categorie di lavori gravosi gia' individuati all'interno dell'Ape social (dalle maestre agli infermieri, dai muratori ai macchinisti), tutte o in parte, con eventuali new entry (come operai agricoli e marittimi).

 

Cgil, Cisl e Uil sono pronti al confronto, che si snodera' in tempi "ragionevolmente stretti", ma mantengono il punto e non abbassano la guardia. Il 13 novembre "verificheremo se davvero c'e' la disponibilita' a cambiare i meccanismi dell'eta' pensionabile e a differenziare i lavori, oppure se non c'e'", avverte la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, "altrimenti bisognera' scegliere altre strade".

 

Bene il confronto, "vedremo tra una decina di giorni se c'e' volonta' di condividere l'obiettivo", afferma la numero uno della Cisl, Annamaria Furlan. E' "positivo" il fatto che "continui la discussione", dice anche il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, sottolineando pero' che "Padoan ha messo dei paletti che per noi sono tutti da verificare" e che "non esauriremo la nostra pressione sia sul parlamento sia con i lavoratori e pensionati" proseguendo la mobilitazione. I sindacati aspettano di tirare le fila anche su altri temi della previdenza, dal lavoro di cura alle pensioni "dignitose" per i giovani.

 

 

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