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| IL GIORNALE |
3 febbraio 2006 |
Scuola, il Tar blocca la nuova pagella
Francesca Angeli
Da Roma - Non è infondato, secondo il Tar del Lazio, il ricorso dei
sindacati contro la nuova pagella. Il tribunale amministrativo accoglie
parzialmente la richiesta di sospensiva avanzata dai Cobas contro la circolare
(firmata lo scorso novembre dal ministro dell'Istruzione, Letizia Moratti) che
definiva sia il profilo del portfolio delle competenze sia la scheda di
valutazione degli alunni. I giudici amministrativi dunque impongono uno stop
anche se parziale alle nuove pagelle. La decisione è stata presa dalla III
sezione quater del Tar del Lazio, presieduta da Mario Di Giuseppe. Nel mirino
dei giudici sulla base dei rilievi presentati dai Cobas è finita la parte del
portfolio che riguarda «le biografie dell'alunno» e in particolare
«l'inserimento della religione cattolica nell'ambito delle materie curriculari».
Il portfolio delle competenze (in sostanza una sorta di documentazione
progressiva di tutto il lavoro dello studente dalla scuola primaria alla
maturità) aveva subito sollevato le critiche dei sindacati. In particolare i
Cobas avevano presentato ricorso al Tar perchè non ci sarebbero riferimenti al
portfolio nella legge di riforma della scuola (la 53 del 2003) e neppure nel
decreto legislativo applicativo. Il portfolio invece è citato «soltanto
all'interno delle Indicazioni Nazionali» norme «transitorie in quanto non è
stato ancora emanato il relativo regolamento». Inaccettabile poi per i Cobas
che «la valutazione dell'insegnamento della religione cattolica» venga
inserita «in un unico documento unitamente agli altri curricula nonostante sia
una materia facoltativa».
I sindacati contestando anche il fatto che «un atto amministrativo, come la
Circolare n. 84» possa intervenire «ad anno scolastico iniziato e inoltrato,
quando il Piano dell'Offerta Formativa è già stato elaborato e approvato dagli
Organi Collegiali delle scuole».
Nell'attesa dell'udienza di merito i sindacati esultano. «Un pezzo decisivo
della riforma Moratti va in pezzi», dicono i Cobas. Il loro portavoce Piero
Bernocchi osserva come il Tar del Lazio abbia dato ragione ai Cobas e ai
coordinamenti genitori-insegnanti «che in questi mesi avevano già impedito
nella grande maggioranza delle scuole l'applicazione della riforma». Secondo
Bernocchi a questo punto si può tornare allo status quo ante: «gli organi
collegiali possono deliberare l'adozione della scheda di valutazione con i
curricula previsti dai programmi dell'85 per le elementari e del '79 per la
media».
Massimo Di Menna segretario generale della Uil scuola chiede alla Moratti di
ritirare subito la circolare sul portfolio e la valutazione.
«Il ministero ha fatto per mesi orecchio da mercante alla richiesta di ritirare
un testo illegittimo e che ha determinato caos, confusione e tanto lavoro
inutile a tanti insegnanti - attacca Di Menna -.
A questo punto il ministro deve ripristinare la legittimità dando subito
disposizioni alle scuole della nullità della circolare già emanata. Gli
insegnanti hanno bisogno di poter lavorare con serenità, senza perdere tempo in
inutili produzioni cartacee».
Per il segretario generale della Flc-Cgil, Enrico Panini, i giudici «hanno
dichiarato l'illegittimità della circolare sotto un duplice profilo». Il primo
profilo riguarda «la normativa prevista in materia di tutela della privacy
secondo la quale l'amministrazione prima di raccogliere dati sensibili, come le
biografie degli alunni, avrebbe dovuto dotarsi di un regolamento». Il secondo
invece, prosegue Panini, in sostanza «viola il decreto legislativo 297 avendo
inserito, tra le materie curriculari, l'insegnamento dell'ora di religione,
disciplina, invece, facoltativa».