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UN GLOSSARIO PER LA RIFORMA |
La legge 53/2003 porta con sé una impostazione nuova e complessa dell’intero sistema di riferimento culturale e pedagogico della scuola italiana. Con l’intento di fornire un bagaglio di primo orientamento all’interno del nuovo sistema riteniamo necessario fare chiarezza sui vocaboli ed i principi che ne sostengono l’impalcatura. Ad ogni operatore scolastico lasciamo la riflessione sulla continuità - discontinuità con gli ordinamenti vigenti con l’invito a confrontare serenamente la propria esperienza professionale con gli spunti e le riflessioni che il difficile cammino di attuazione della riforma fa nascere.
Gli strumenti usati per la redazione del glossario sono:
il testo della legge 53/2003;
- il testo delle Indicazioni Nazionali per la scuola primaria e per la scuola dell’infanzia;
- il testo delle Raccomandazioni
Abilità
Capacità individuale di operare secondo modalità e strutture
differenziate in contesti, situazioni ed ambienti diversi.
Anticipo
La legge 53 prevede la possibilità di anticipare le iscrizioni
dei bambini alla scuola dell’infanzia nati alla data del 28 febbraio fino all’anno
scolastico 2005/2006, e successivamente a date anticipabili fino ai nati al 30
aprile dell’anno di riferimento; alla scuola elementare potranno invece
iscriversi i nati al 30 aprile dell’anno di riferimento, termine gradualmente
ampliabile al 31 agosto. Per il corrente anno scolastico sono state effettuate
iscrizioni “anticipate” per i bambini della scuola elementare nati entro il
28 febbraio 1998; nessuna iscrizione anticipata si è applicata nella scuola
dell’infanzia.
Competenze personali
Con questa formula si intende la sintesi dei tre elementi
fondamentali dell’apprendimento: imparare a conoscere, imparare a fare,
imparare ad essere a cui i singoli soggetti in situazioni di apprendimento
devono essere messi in condizione di poter arrivare. Le competenze personali
sono finalizzate all’acquisizione dell’autonomia e della piena
consapevolezza di se; si costruiscono attraverso la padronanza di conoscenze
disciplinari, strategie didattiche multidisciplinari e interdisciplinari, che
vanno a formare competenze settoriali basate a loro volta su abilità e
atteggiamenti cognitivi propri di ciascun soggetto. Secondo tale impostazione l’insegnamento
è strutturato in funzione dell’apprendimento e non della semplice
trasmissione dei contenuti delle discipline; ogni intervento educativo è
finalizzato a stimolare le capacità di ciascuno affinché si trasformino in
competenze. Una elencazione particolareggiata delle competenze personali da
perseguire al termine dei diversi percorsi educativi è fissata nel profilo
educativo, culturale e professionale dello studente
Conoscenze
Contenuti essenziali della formazione, riferiti a saperi, metodi,
linguaggi strutturati all’interno di discipline, aree e ambiti disciplinari
e/o interdisciplinari.
Indicazioni nazionali
Documenti prescrittivi in sostituzione dei Programmi Nazionali e
degli Orientamenti educativi per la scuola dell’infanzia, ai cui
contenuti le scuole devono attenersi e gli insegnanti tradurre nella pratica
didattica. Le Indicazioni contengono l’elenco delle conoscenze e delle
abilità che gli alunni devono acquisire e sono state predisposte a livello
centrale dal MIUR. Al momento attuale, poiché non vi è alcuna ufficialità
giuridica ed istituzionale esse si presentano quale strumento di riferimento
pedagogico che le scuole possono deliberare di adottare nell’ambito della
propria autonomia, in sostituzione dei programmi di insegnamento dei diversi
ordini e gradi di suola, vigenti fino alla data della pubblicazione sulla
gazzetta ufficiale, ovvero fino a quella definita dal decreto legislativo.
Laboratori
L’attività laboratoriale viene intesa quale momento
specifico di esperienza in cui, in forma privilegiata, l’apprendimento si
realizza coniugando conoscenze e abilità specifiche su compiti unitari e
attraverso una dimensione operativa e progettuale. La loro realizzazione è
affidata all’autonomia organizzativa dell’istituzione scolastica sulla base
delle competenze e delle disponibilità dei docenti. I laboratori possono essere
concepiti per gruppi di livello, di compito ed elettivi degli alunni. Al
completamento del primo quinquennio della scuola primaria si prevede la
costituzione nell’ambito dell’orario obbligatorio del corso di quelli di
seguito elencati:
Attività informatiche
Attività linguistiche
Attività espressive
Attività di progettazione
Attività motorie e sportive
Larsa
Larsa
Particolare tipologia di laboratorio che assume specificità
rispetto alle opportunità di recupero e sviluppo degli apprendimenti; al suo
interno è possibile prevedere l’utilizzo di tutte le strategie necessarie al
loro rafforzamento, anche ricorrendo alle metodologie della peer education ed il
cooperative learning
Livelli essenziali di
prestazione
Non sono riferiti agli alunni bensì all’insieme di servizi,
strumenti strutture e opportunità che le istituzioni scolastiche mettono a
disposizione degli alunni e delle famiglie per favorire il raggiungimento degli
obiettivi formativi e per la realizzazione del mandato culturale, di istruzione
e formazione proprio di ogni istituzione scolastica. La definizione di livelli
essenziali di prestazione è connessa alla attività dell’istituto nazionale
per la valutazione del sistema dell’istruzione al quale è assegnato il
compito di valutare periodicamente la qualità complessiva dell’offerta
formativa delle istituzioni scolastiche e formative.
Obiettivi formativi
La definizione degli obiettivi formativi adatti e significativi
per ogni singolo allievo e la progettazione delle unità di apprendimento
necessarie per raggiungerli rappresenta il cuore del processo educativo e quindi
la loro definizione ed il loro raggiungimento rappresenta il compito
fondamentale dei docenti e delle istituzioni scolastiche.
Obiettivi specifici di
apprendimento
Rappresentano l’elenco delle conoscenze e delle abilità
disciplinari, che attraverso il lavoro di programmazione e di trasformazione in
unità di apprendimento da parte dei docenti sono finalizzate alla promozione
delle competenze personali degli alunni.
Piano Personalizzato delle
Attività Educative (Ppae)
Costituisce il Piano Personalizzato delle Attività che gli
insegnanti della scuola dell’infanzia devono predisporre per adeguare le
Indicazioni Nazionali per essa definite alle esigenze formative ed educative dei
bambini che la frequentano; corrisponde così al piano di studi personalizzato
degli altri ordini di scuola e come per essi va fissato in base agli obiettivi
specifici di apprendimento elencati nelle Indicazioni.
Piani di Studio
Personalizzati (Psp)
Il piano di studi personalizzato è elaborato dai gruppi
docenti sulla base degli obiettivi specifici di apprendimento fissati nelle
Indicazioni Nazionali espresse appositamente per uniformare attraverso uno
strumento di riferimento nazionalmente condiviso l’insieme delle competenze e
delle conoscenze degli studenti. L’ispirazione culturale-pedagogica e l’unità
anche didattico organizzativa dei piani personalizzati si evince dal Piano dell’offerta
formativa. La trasformazione degli obiettivi specifici di apprendimento in
obiettivi formativi significativi per i diversi allievi avviene attraverso una
specifica azione di progettazione che prevede:
l’individuazione dell’obiettivo stesso;
l’individuazione dell’insieme delle attività ad esso finalizzati;
la scelta dei metodi;
la ricerca di soluzioni organizzative adeguate;
la scelta di modalità di verifica;
l’adozione di modelli e strumenti di valutazione.
Tale percorso contribuisce alla messa a punto delle diverse unità di apprendimento e di conseguenza alla definizione dei Piani di Studio personalizzati di apprendimento, da cui si possono ricavare spunti per la compilazione del portfolio delle competenze.
Portfolio delle competenze
Raccolta di documenti, dati, elaborati, esiti di valutazioni e
autovalutazioni curata dal docente coordinatore tutor, in collaborazione con gli
altri docenti e con le famiglie. La sua strutturazione è prevista nei diversi
gradi di scuola frequentati dall’alunno a partire dalla scuola dell’infanzia
fino alla scuola secondaria.
Profilo Educativo,
Culturale e Professionale (Pecup)
Con questa sigla si identifica l’insieme delle competenze
educative, culturali e professionali che gli studenti devono possedere in alcune
tappe predefinite del loro percorso formativo e precisamente alla fine del primo
e alla fine del secondo ciclo di istruzione e formazione. Tali documenti sono
stati definiti ed assumono validità e prescrittività a carattere nazionale. I
due profili costituiscono uno strumento pedagogico di riferimento per i docenti,
i quali, affiancandoli alle Indicazioni Nazionali, svolgono il delicato lavoro
di progettazione dei percorsi didattici e degli interventi educativi. I profili
sono anche strumento di riferimento per la valutazione dei livelli di
maturazione complessivamente raggiunti dagli alunni.
Manca attualmente all’appello il PECUP previsto dalla legge 53 per gli
studenti che concludono il percorso formativo nel canale dell’istruzione e
formazione professionale di competenza regionale.
Raccomandazioni
Documenti di valenza nazionale non prescrittivi per le scuole,
che dovrebbero affiancare, quale possibile ma non vincolante strumento
esemplificativo di mappe, modelli organizzativi, percorsi e suggerimenti
metodologici, le “Indicazioni Nazionali per la predisposizione dei piani di
studio personalizzati”. Le Indicazioni, e non le Raccomandazioni, a seguito
della adozione con un atto giuridico cogente assumono il carattere della
prescrittività sull’intero territorio nazionale.
Scuola dell’infanzia
La scuola dell’infanzia resta fuori da questa articolazione di
sistema, mantiene la sua triennalità; deve concorrere alla educazione e allo
sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale delle
bambine e dei bambini promuovendone le potenzialità di relazione, autonomia,
creatività, apprendimento, e ad assicurare un'effettiva eguaglianza delle
opportunità educative; nel rispetto della primaria responsabilità educativa
dei genitori, essa contribuisce alla formazione integrale delle bambine e dei
bambini e, nella sua autonomia e unitarietà didattica e pedagogica, realizza la
continuità educativa con il complesso dei servizi all'infanzia e con la scuola
primaria. È assicurata la generalizzazione dell'offerta formativa e la
possibilità di frequenza della scuola dell'infanzia; alla scuola dell'infanzia
possono essere iscritti secondo criteri di gradualità e in forma di
sperimentazione le bambine e i bambini anche al di sotto dei tre anni di età,
in rapporto all'introduzione di nuove professionalità e modalità
organizzative;
Scuola primaria o primo
ciclo di istruzione
Secondo l’articolo 2 della legge 53 il sistema educativo di
istruzione e di formazione si articola in scuola primaria comprendente l’attuale
scuola elementare e la scuola secondaria di primo grado. Essa si articola in un
arco di otto anni suddiviso in cinque periodi; il primo di durata annuale, il
secondo, il terzo e il quarto di durata biennale ed infine un ultimo di durata
annuale
Scuola secondaria o secondo
ciclo di istruzione
Secondo l’art.2) lettera g è costituito dal sistema dei licei
e sistema dell’istruzione e della formazione professionale. Il sistema dei
licei è articolato in otto sezioni, tre delle quali suddivise in indirizzi, di
durata quinquennale, a sua volta divisi in due biennio ed un anno di
completamento delle competenze disciplinari proprie del profilo di appartenenza.
Si concludono con un esame di stato il cui superamento fornisce l’accesso all’università
e all’alta formazione artistico musicale e coreutica. L’ammissione al quinto
anno invece fornisce il titolo per l’accesso alla istruzione e formazione
tecnica superiore.
Il sistema dell’istruzione e della formazione professionale fatta salva la
competenza delle Regioni, corrispondono percorsi educativi culturali e
professionali con cui si conseguono qualifiche professionali di vario livello,
valicabili su tutto il territorio nazionale se rispondenti a livelli essenziali
di prestazioni definiti d’intesa con la conferenza unificata Stato-Regioni. La
qualifica conseguibile alla fine del quarto anno, utile ai fini dell’accesso
all’università previa iscrizione ad un apposito corso annuale.
Standard
Livello di acquisizione di una competenza assunto come termine di
riferimento del processo didattico nel senso di modello di padronanza minimo da
raggiungere ed in quanto tale assumibile quale criterio base di valutazione
delle prestazioni dello studente. Nella legge di riforma la loro applicazione è
prevista in rapporto alla spendibilità nazionale dei titoli professionali
conseguiti in conclusione dei percorsi formativi. I relativi regolamenti devono
essere sottoposti all’approvazione da parte della conferenza unificata
Stato-Regioni. Nell’intesa sottoscritta tra MIUR, MLPS e Conferenza Unificata
sul completamento del diritto dovere all’istruzione e alla formazione
professionale per almeno 12 anni e comunque fino al conseguimento di una
qualifica professionale entro il 17° anno di età (transitoriamente, a seguito
della abrogazione della legge 9/99), esiste l’impegno di attivare un percorso
articolato di parternariato istituzionale per la definizione di standard
formativi minimi, a partire da quelli relativi alle competenze di base al fine
di consentire il riconoscimento a livello nazionale dei crediti, delle
certificazioni e dei titoli , nonché per la definizione delle procedure
relative alla determinazione e all’integrazione delle risorse, al monitoraggio
e alla valutazione.
Tutor
Nuova figura di docente coordinatore dell’equipe pedagogica,
che tratta ed entra in contatto con gli allievi; svolge anche la funzione di
tutor degli stessi, in continuo rapporto con le famiglie e con il territorio ,
soprattutto in ordine alla scelta delle attività opzionali e dell’eventuale
ampliamento dell’offerta formativa. E’ tenuto a compilare il portfolio delle
competenze degli alunni; svolge attività in presenza dell’intero gruppo
classe di allievi esso affidato. Nella scuola elementare, per l’intero
quinquennio, svolge tale attività per un numero di ore equivalente all’80%
circa del monte ore complessivo annuale degli alunni.
Unità di Apprendimento
(UA)
Scaturiscono dall’insieme delle attività di progettazione
finalizzate al raggiungimento di uno o più obiettivi formativi, dalle
attività, i metodi, le soluzioni organizzative e le modalità di verifica
necessarie a trasformare abilità in competenze. L’insieme delle unità di
apprendimento con le eventuali differenziazioni che si rendessero necessarie per
i singoli alunni dà origine al Piano di Studio Personalizzato. Le unità di
apprendimento possono essere individuali o di gruppo.
Valutazione
E’ differenziata su tre diversi livelli di responsabilità: la
valutazione degli apprendimenti e del comportamento degli alunni e la
certificazione delle competenze sono a carico dei docenti. La valutazione
interna o autovalutazione di istituto riguarda gli elementi di sistema propri
dell’istituzione quali ad esempio l’efficacia della progettazione didattica,
la qualità dell’insegnamento, il grado di soddisfazione del le famiglie e del
territorio.
La valutazione esterna ha invece lo scopo di raccogliere elementi per informare
il Paese e l’insieme dei decisori politici, le istituzioni scolastiche dell’andamento
complessivo del sistema e in generale dei risultati ottenuti nelle prove di
conoscenza di abilità espletate dagli allievi, al fine di qualificare
ulteriormente la valutazione di scuola o interna.