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Lettura della norma

L'impegno per i docenti

Le azioni del Pof

Un nuovo modello di valutazione

La valutazione del comportamento

La valutazione per Piani di studio personalizzati

Il portfolio delle competenze


SCUOLA PRIMARIA
Novità sulla valutazione degli alunni

Ad anno scolastico ormai iniziato il senso di disorientamento delle scuole rispetto alla attuazione della riforma permane e talvolta risulta accentuato dalle difficoltà di coordinamento e gestione, come dimostra ad esempio il blocco della trattativa presso l’ARAN sulla sequenza contrattuale inerente l’articolo 43 del contratto sulle questioni pattizie per la funzione tutoriale e delle nuove professionalità per la scuola dell’infanzia.

In attesa che questi nodi complessi si sciolgano le scuole devono affrontare i problemi della quotidianità tentando di coniugare le spinte ad una attuazione della riforma ossequiosa ed acritica con quelle di una saggia mediazione tra il vecchio ed il nuovo quale atteggiamento ispirato al buon senso ed alla gradualità, a vantaggio soprattutto degli alunni, i quali nelle classi iniziali e terminali, sono particolarmente esposti al rischio di spiazzamento conseguente ad un passaggio eccessivamente repentino da una tipo di organizzazione ad un'altra.

Uno dei problemi che appassiona gli insegnanti e non solo, come dimostrano i quesiti pervenuti presso le segreterie della UIL-Scuola, è quello di della adozione di nuovi strumenti e modalità di valutazione, particolarmente per le quinte classi della scuola elementare, che nella riforma vengono a basarsi non più su una base di programmazione didattica annuale e su unità didattiche, bensì su Piani di Studio Personalizzati (la cui messa a punto sarà oggetto di un successivo approfondimento).

Pur mantenendo le posizioni fortemente critiche nei confronti della riforma e della sua gestione, oggetto in questi giorni di una forte mobilitazione culminante nello sciopero del 15 novembre, nell’ottica di un sindacato professionale che si pone l’obiettivo di creare strumenti concreti a supporto della professionalità degli insegnanti, la UIL-Scuola ha predisposto una nuova serie di approfondimenti; quello allegato prende le mosse dalla abrogazione degli esami di licenza elementare per fornire un primo strumento di ricognizione delle problematiche connesse alla valutazione degli apprendimenti, quelli successivi riguarderanno invece le modalità di definizione dei Piani di Studio Personalizzati per la scuola secondaria di primo grado e per la scuola primaria.

Gli esami non finiscono mai?
L’antico adagio sembra aver perso per i ragazzi della scuola elementare a partire dall’anno scolastico 2004/2005 il suo significato.
Con l’ attuazione del decreto legislativo 59/2004 l’ultimo anno della scuola primaria, ex scuola elementare, non si concluderà più con gli esami di licenza articolati su alcune prove scritte ed un colloquio, come momento di sintesi dell’attività educativa nel quale tenere conto delle osservazioni sistematiche sull’alunno operate dai docenti della classe, completando un rito che costituiva il lasciapassare per l’iscrizione alla prima classe della scuola media.

La lettura della norma
Dall’anno scolastico in corso il passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado avverrà a seguito di valutazione positiva da parte dei docenti al termine del secondo periodo didattico biennale coincidente con la ex quinta elementare ( art. 4, c. 4 del decreto 59).
Ciò in virtù del combinato disposto dell’articolo 12 comma 2 il quale prevede che “per l’attuazione delle disposizioni del presente decreto sono avviate, dall’anno scolastico 2003/2004, la prima e la seconda classe della scuola primaria e , a decorrere dall’anno scolastico 2004/2005, la terza la quarta e la quinta classe; la sua lettura attenta permette di gettare luce sulle disposizioni fissate dall’art. 19 sulle norme finali e le abrogazioni, il quel prevede al comma 4 il mantenimento dell’articolo 148 del decreto legislativo 297/94 dedicato agli esami di licenza nella scuola elementare limitatamente alle classi di scuola elementare ancora funzionanti ( al momento della pubblicazione del decreto, 19 febbraio 2004) secondo il precedente ordinamento.
L’articolo 148 ha mantenuto la sua vigenza fino all’anno scolastico 2003/2004, ultimo anno di svolgimento degli esami.
Dall’attuale anno scolastico, alla luce di quanto riportato dal richiamato articolo 12 gli esami di licenza sono definitivamente aboliti.

L’impegno per i docenti
Ciò si traduce in non minore complessità organizzativa e didattica per i docenti, i quali proprio negli ultimi due anni della scuola primaria potevano fare leva sull’impegno e l’opportunità offerta dagli esami di licenza per responsabilizzare gli alunni verso un maggiore impegno nello studio e nelle diverse attività didattiche con la spinta a confrontarsi positivamente con un momento specifico di verifica strutturata, con docenti esterni al gruppo classe, a completamento di un ciclo di formazione quinquennale, rafforzato dall’ obiettivo di ottenere il passaggio ad un ordine superiore di studi.
Il decreto legislativo con l’abrogazione dell’esame ha inteso dare unità e maggiore continuità al ciclo primario unificando, attraverso il sistema dei periodi didattici biennali, i due segmenti formativi nell’ottica delle disposizioni fissate dalla legge 53/03, ed ha evidentemente contribuito a rendere più soft il passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado lasciando ai docenti il peso di individuare altri strumenti e forme di rafforzamento dell’impegno, della responsabilizzazione degli alunni, che solo attraverso una fase di gradualità e di sperimentazione potrà essere integrato e/o sostituito attraverso gli strumenti della personalizzazione dei piani di studio e del portfolio delle competenze ecc. Resta ancora in capo ai docenti la possibilità di ricorrere agli strumenti messi a disposizione dall’esperienza in primo luogo, e dalle opportunità, dalla scelta di metodi e di strumenti capaci di far perseguire gli obiettivi di apprendimento strutturati, anche ricorrendo a quella che è l’autonomia didattica di ricerca e sperimentazione.

Le azioni del POF
Sarà ad esempio possibile inserire nei Piani dell’Offerta Formativa particolari accentuazione sugli strumenti e le modalità di verifica degli apprendimenti acquisiti, delle abilità raggiunte e delle competenze maturate ai ragazzi delle attuali quinte elementari, anche in virtù del fatto che essi hanno sempre sentito parlare di questi esami di licenza e che potrebbero essere essi stessi incuriositi dall’esperienza.
La cosa che deve risultare chiara a tutti, a partire dai docenti per arrivare ai genitori (i quali dovrebbero essere richiamati sempre alla condivisione ed al coinvolgimento nelle scelte organizzative, didattiche e pedagogiche della scuola) e che tali modalità di verifica strutturata, una volta deliberate dal team di insegnamento ed attuate nelle classi, non hanno alcun carattere di formalità giuridica, proprio perché non esiste più il valore giuridico della licenza elementare ai fini del passaggio, secondo le disposizioni richiamate, mentre ne mantengono appieno tutte quelle liberamente assunte dai docenti individualmente e collegialmente quale attuazione di strategie educative finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di formazione ed istruzione tradizionalmente assegnati alla scuola.

Un nuovo modello di valutazione
Il decreto attuativo della legge 53/03 porta ad attuazione alcune novità in merito alla valutazione degli alunni sia in relazione alla scuola primaria che alla secondaria di primo grado si afferma che la valutazione, periodica ed annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono affidati ai docenti responsabili delle attività educative e didattiche previste dai piani di studio personalizzati; agli stessi docenti è affidata la valutazione dei periodo didattici ai fini del passaggio al periodo successivo (Art 8 comma 1 art.11c. comma 2 decreto 59). Si stabilisce inoltre che gli stessi docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere un alunno alla classe successiva all’interno dello stesso periodo biennale, in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione. ( Art. 8 comma 2 e art. 11 comma 3).
Oggetto delle valutazioni da parte dei docenti saranno tutti gli apprendimenti sia cioè quelli connessi agli orari ed alle attività obbligatorie che quelli connessi agli orari ed alle attività facoltative opziona.

La valutazione del comportamento
Le novità più significative per la valutazione sono essenzialmente due, la prima è riferita al valore assunto dal comportamento degli alunni ai fini della valutazione complessiva che presenta i limiti della vaghezza, in quanto nessun altro riferimento è reperibile tra i documenti ministeriali rispetto a ciò che può dare luogo a valutazioni in positivo o in negativo trai comportamenti degli alunni e della discrezionalità in quanto la valutazione di comportamenti attiene a sensibilità anche individuali personali del singolo docente, le quali possono costituire una buona base anche per la valutazione degli alunni con i vincoli propri degli ambiti di insegnamento se collegati cioè ad atteggiamenti e comportamenti connessi all’ atteggiamento verso le discipline, il gruppo di pari, il gruppo dei docenti ecc. i luoghi e gli spazi propri dell’esperienza scolastica, e non verso altri aspetti della vita privata degli stessi alunni. Se al comportamento devono essere riferiti gli ambiti definiti nella convivenza civile con l’insieme delle “educazioni”, cittadinanza , stradale, ambientale, alla salute, alimentare ed all’affettività si può notare che esse fanno riferimento ad attività didattiche strutturabili in percorsi di studio trasversali a tutte le discipline ed in quanto tali oggetto di verifica e valutazione specifica, se invece se ne diversificano allora occorre chiarire quale senso assegnare alla scelta effettuata dal legislatore.

La valutazione per Piani di Studio Personalizzati
I docenti delle quinte elementari attuali hanno sulle loro spalle la responsabilità di portare a prima attuazione l’altra grande innovazione introdotta dal decreto quella di una valutazione improntata su attività educative e didattiche previste dai Piani di Studio Personalizzati, che condividono con tutti i docenti della scuola primaria e del primo anno della scuola secondaria di primo grado ma che solo per loro assume la funzione ed il carico di una responsabilità per una classe di insegnamento che ancora per quest’anno mantiene il carattere del passaggio. I piani di studio personalizzati sono elaborati dal team dei docenti sulla base degli obiettivi specifici di apprendimento fissati dalle indicazioni nazionali per le singole discipline, elaborate per uniformare in uno strumento di riferimento nazionale e condiviso l’insieme delle conoscenze e delle competenze degli alunni . la loro ispirazione deve trovare inoltre una coerenza con gli orientamenti culturali e pedagogici del Piano dell’offerta formativa . la trasformazione degli obiettivi specifici di apprendimento in obiettivi formativi per ciascuna alunno avviene attraverso una specificazione di progettazione che prevede anche quella di progettazione di modelli e strumenti di valutazione, che nel caso del corrente anno scolastico devono assumere necessariamente il carattere della gradualità per favorire l’adattamento al nuovo schema metodologico ed agli stili di apprendimento degli alunni finora sollecitati ad assumere atteggiamenti e comportamenti coerenti con diversi approcci pedagogico didattici.

Ed infine il portfolio delle competenze
Dal percorso sopra sintetizzato si dovrà procedere verso la definizione di unità di apprendimento significative per ciascun alunno attraverso le quali potranno esse ricavati utili spunti per la compilazione del portfolio delle competenze. Per gli alunni e per gli insegnanti delle attuali quinte elementari esso assume il ruolo di una vera e propria novità perché seppur reputato strumento utile ai fini della documentazione di un percorso soprattutto nel passaggio da un ordine di scuola ad un altro esso viene ad essere innestato esclusivamente su documenti sintetici di valutazione fin qui conseguiti nel formato delle schede di valutazione consegnate a fine anno e se possibile ad una selezione degli elaborati più significativi realizzati da ciascun alunno nei precedenti anni di scolarizzazione, da ricostruire anche attraverso il coinvolgimento della famiglia. I docenti sono comunque invitati a tenere conto delle parole pronunciate dal ministro in occasione dell’incontro con le OO.SS. del 23 settembre 2004 in cui il riferimento è stato ad uno strumento di documentazione sul quale le scuole potevano esercitarsi in forma sperimentale, in attesa che indicazioni più chiare e complete vengano fornite dal ministero stesso. La UIL -Scuola evidenzia la necessità di mettere ordine, prima o poi, sugli strumenti di registrazione della valutazione, chiarendo se e fino a quando le comunicazioni sulla valutazione quadrimestrale e di fine anno dovranno essere redatte sulla base della preesistente modulistica.

 

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