LEGGE BASAGLIA  - Silvana ROSETO
Roseto: affrontare disagio mentale attraverso un lavoro sinergico che conduca alla piena inclusione
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11/05/2018  | Salute.  

 

 

Sono trascorsi 40 anni da quando il nostro Paese si è dotato di uno strumento normativo all’avanguardia nel panorama mondiale: la legge 180 del 13 maggio del 1978 – meglio conosciuta come Legge Basaglia -  è stata la prima legge al mondo ad abolire gli ospedali psichiatrici.

 

Non si tratta di celebrare la legge, ma comprendere come in questi 40 anni si è evoluta la società nei confronti della sofferenza mentale: nonostante le stime dell’ISS, che descrivono una situazione tendenzialmente positiva, ci rendiamo conto che c’è ancora molto da fare, perché purtroppo l’internamento e le pratiche di contenzione (architettonica, farmacologica, fisica, ecc) molto spesso sono sottaciute o dissimulate all’interno di strutture. Quindi occorre investire in controlli, servizi, formare personale professionale, non perdere di vista l’umanizzazione delle cure, e soprattutto sviluppare una rete sul territorio che veda coinvolte le istituzioni, le parti sociali, le famiglie, per intraprende un percorso sinergico finalizzato a fare in modo che  queste persone possano  riappropriarsi della propria dimensione compresa, quando possibile,  quella lavorativa.

 

Il cambiamento di pensiero, iniziato con la legge Basaglia che percepisce la persona affetta da vulnerabilità mentale non più come un soggetto pericoloso da rinchiudere, ma piuttosto come portatore e custode di qualità umane che vanno aiutate ad emergere, deve iniziare sin da subito:  è opportuno allora già in età scolare educare i bambini ad approcciarsi senza paura verso la sofferenza mentale, affinché si possa formare una generazione con insito il seme dell’inclusione e non dell’emarginazione.

 

 

Roma, 13 maggio 2018

 

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