DL SICUREZZA  - Ivana VERONESE
Veronese: Decreto Immigrazione passo indietro sul piano dei diritti fondamentali
Crea maggiore clandestinità e deteriora le condizioni di accoglienza e integrazione dei profughi
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25/09/2018  | Immigrazione.  

 

 

DICHIARAZIONE DI IVANA VERONESE  - SEGRETARIA CONFEDERALE UIL

 

 

La UIL è fortemente preoccupata per i contenuti del Decreto Immigrazione approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. Le misure contenute nel Dl, se confermate, andranno a deteriorare pesantemente la protezione, l’accoglienza e le possibilità di integrazione di quanti arrivano nel nostro Paese in cerca di rifugio.  

 

Tra le misure proposte ci allarmano maggiormente quelle contrarie ai diritti delle persone: infatti l’abolizione della protezione umanitaria, avrà pesanti conseguenze sulla gestione dei flussi migratori, in quantorischia di crearemaggiore irregolarità. Inaccettabile è anche l’effetto di deterrenza che si vuole creare con misure mirate a peggiorare pesantemente le condizioni di vita degli oltre 600 mila migranti già arrivati via mare nel nostro Paese, negando loro il diritto alla protezione umanitaria, l’accoglienza e le possibilità di integrazione, minacciando di rinchiuderli in centri di detenzione per sei mesi. È anche pretestuoso ricorrere a una misura d’urgenza (il decreto legge) a fronte di una situazione dei flussi migratori che registra il crollo degli sbarchi di quasi il 90 % dall’anno scorso.

 

Anche sul piano della cittadinanza le misure adottate rischiano di assumere contenuti incostituzionali, laddove si creano due categorie di cittadini: gli italiani per nascita e quelli importati ovvero tutti coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana ma sono di origine straniera. E a questi la cittadinanza, secondo il Decreto, la si può togliere.

 

Ancora: il Decreto introduce la sospensione dell’esame della richiesta di protezione con conseguente notifica di espulsione per i richiedenti asilo che hanno in corso un procedimento penale, prima che una sentenza definitiva certifichi una condizione di colpevolezza. Una misura grave e allarmante che incrina il principio di presunzione di innocenza, pilastro del nostro ordinamento. 

 

La UIL auspica che si apportino al decreto le opportune correzioni anche per evitare che emergano dubbi di costituzionalità.

 

 

Roma, 25 settembre 2018

 

 

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