TERRITORIO E SVILUPPO  - Carmelo Barbagallo
Barbagallo: «La ripresa del potere d'acquisto è frutto della contrattazione. Per lo sviluppo servono
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04/04/2017  | Sindacato.  

 

 

Il dopo terremoto e l'impegno per la ripresa dell´attività sociale, produttiva e occupazionale nel territorio, segnato dagli eventi tellurici degli scorsi mesi, sono stati i temi che hanno fatto da sfondo alla IX Conferenza di Organizzazione della Uil Marche. Proprio in questo contesto, alla presenza del Segretario generale, Carmelo Barbagallo, si è svolta la cerimonia della firma di un protocollo con cui l'ADA ha donato un modulo abitativo al comune di Camerino, da destinare all´attività ricreativa e di assistenza agli anziani. Il leader della Uil ha colto l´occasione per ribadire la necessità di interventi fiscali di vantaggio e di procedure semplificate: «la prima cosa da fare in situazioni di emergenza - ha detto - è sburocratizzare: bisogna fare presto e attuare subito il progetto Casa Italia per mettere in sicurezza il nostro Paese e creare, così, anche sviluppo e occupazione». 

 

A questo proposito, sollecitato dalle domande a margine dei giornalisti, Barbagallo ha anche commentato i dati Istat sulla ripresa del potere d'acquisto delle famiglie: «Si tratta di un risultato positivo - ha precisato il leader della Uil - generato dai tanti rinnovi contrattuali sottoscritti sino ad ora: la nostra determinazione su questo fronte ha dato i suoi primi frutti. Per dare continuità a questo percorso, ora, dobbiamo rinnovare gli altri contratti sia nel settore privato e dei servizi sia in quello pubblico. Inoltre, se vogliamo far ripartire il Paese e puntare, davvero, alla ripresa, è necessaria una stagione di investimenti pubblici e privati, a cominciare proprio da quelli per la prevenzione dei disastri causati dai fenomeni sismici e idrogeologici. Dunque - ha concluso Barbagallo - diciamo basta alla politica di austerità imposta da una parte dell´Unione, che riduce diritti e impedisce lo sviluppo: non è questa l'Europa che volevano i Padri fondatori, non è questa l'Europa che vogliamo lasciare ai nostri figli».

 

 

Jesi, 4 aprile 2017

 

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