REPORT UIL - GARANZIA GIOVANI  - Guglielmo LOY
Loy: Condivisibile Garanzia Giovani, ma azioni del governo non hanno portato a risultati sperati
Allarme tenuta per i Servizi per l’Impiego
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09/02/2016  | Sindacato.  

 

 

Report Garanzia Giovani

a cura del Servizio Politiche Territoriali e del Lavoro della UIL

 

GARANZIA GIOVANI: 955 MILA REGISTRATI AL PROGRAMMA,

SOLO IL 39,9% DELLA POTENZIALE PLATEA DEI NEET

 

A SETTEMBRE 2015 SU 1,5 MILIARDI DI EURO A DISPOSIZIONE SONO STATI IMPEGNATI 769 MILIONI DI EURO, SPESI E RENDICONTATI SOLO 200 MILIONI DI EURO (IL 12,9% DEL TOTALE)

 

A 276 MILA GIOVANI (IL 28,9% DEI REGISTRATI) É STATA OFFERTA UNA MISURA PREVISTA DAL PROGRAMMA

 

OLTRE IL 61% SONO TIROCINI, IL 21% FORMAZIONE E ACCOMPAGNAMENTO AL LAVORO, IL 14% BONUS OCCUPAZIONALE, 3,1 % SERVIZIO CIVILE

 

I TIROCINI INCIDONO PER IL 40,8% SUL TOTALE DELLE SPESE RENDICONTATE, I PERCORSI FORMATIVI PER IL  26,3%, L’ACCOMPAGNAMENTO AL LAVORO IL 10,7%

 

604.000 RAGAZZI E RAGAZZE SONO STATI PRESI IN CARICO DAI SERVIZI PER L’IMPIEGO

(IL 63,3% DEI REGISTRATI)

 

ALLARME TENUTA PER I SERVIZI PER L’IMPIEGO

 

Nonostante un tasso di disoccupazione giovanile al 38%, con punte del 50% nel Sud, secondo l’ultimo rapporto del programma “Garanzia Giovani”, aggiornato al 4 febbraio 2016, su una platea potenziale di beneficiari di azioni pari a 2,4 milioni, sono 955 mila i giovani che si sono registrati al programma (il 39,9% della potenziale platea).

 

Il programma di durata biennale, che ha preso avvio nel mese di maggio del 2014 - spiega Guglielmo Loy Segretario Confederale UIL - è dotato di un finanziamento di 1,5 miliardi di euro, tra fondi comunitari e cofinanziamento nazionale.

 

A Settembre del 2015 (ultimo dato disponibile) - commenta Loy - a distanza di 1 anno e mezzo dell’avvio del programma, sono stati impegnati 769 milioni di euro, ma spesi e rendicontati a Bruxelles soltanto 200 milioni di euro (il 12,9% del totale).

 

Nello specifico, per l’accoglienza e l’orientamento sono stati spesi 13,6 milioni di euro (il 6,9% del totale delle risorse rendicontate); per percorsi di formazione sono stati spesi 51,6 milioni di euro (il 26,3% del totale rendicontato); per azioni di accompagnamento al lavoro 21 milioni di euro (il 10,7% del totale rendicontato); per favorire i contratti di apprendistato 18 mila euro; per i tirocini 80 milioni di euro (il 40,8% del totale rendicontato); per il servizio civile nazionale  e regionale 14,6 milioni di euro (il 7,4% del totale rendicontato); per favorire l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità 263 mila euro; (lo 0,1% del totale rendicontato); per il bonus occupazionale 14,5 milioni di euro (il 7,4% del totale rendicontato).

 

È quanto emerge da un Report del Servizio Politiche Territoriali e del Lavoro della UIL sull’attuazione di Garanzia Giovani elaborati su dati del Ministero del Lavoro.

 

Tornando ai dati della partecipazione dei giovani al programma - continua Loy - ne sono stati presi in carico dai servizi per l’impiego soltanto 604 mila (il 63,3% del totale degli iscritti).

 

A 276 mila di essi è stata proposta una misura prevista dal piano (il 28,9% del totale degli iscritti), di cui al 61,6% sono stati avviati a tirocini; il 21,2% sono azioni formative e azioni di accompagnamento al lavoro; il 13,9% sono bonus occupazionali; il 3,1% servizio civile.

 

Per quanto riguarda i dati regionali, in Sicilia si sono registrati al programma 164 mila giovani; in Campania 115 mila giovani; in Puglia 77 mila giovani; nel Lazio 74 mila giovani; in Lombardia 70 mila giovani.

 

Le “prese in carico” (colloquio e analisi individuale) da parte dei servizi all’impiego, in Sicilia sono oltre 116 mila; in Campania 52 mila; in Lombardia 50 mila; nel Lazio 49 mila; in Emila Romagna 46 mila.

 

Se si prende in considerazione l’incidenza tra il numero degli iscritti con il numero delle prese in carico, in Val d’Aosta tale percentuale è dell’83,1%; in Emila Romagna del 78,1%; in Toscana del 76,8%; in Sardegna del 73,5%; in Sicilia del 70,8%.

 

Incidenza decisamente più bassa in Campania (45%); in Piemonte (49,5%); Calabria (53,4%); nelle Marche (54,9%); in Liguria (55,1%); in Friuli Venezia Giulia (55,3%).

 

L’idea di fondo del Programma Garanzia Giovani - sottolinea Guglielmo Loy -  è condivisibilissima, ma le azioni messe in campo dal Governo non hanno, ancora, portato i risultati sperati.

 

Per questo la UIL auspica un deciso cambio di passo per la continuazione del programma con adeguati finanziamenti volti a riqualificare, soprattutto, i Servizi per l’impiego.

 

Così come ha rilevato la Corte dei Conti Europea in un recente rapporto, sembra mancare una valutazione qualitativa delle offerte fatte ai ragazzi a partire da quale sbocco al lavoro hanno prodotto le esperienze lavorative e/o di tirocinio. È necessario, alla luce del dato che vede proprio i Tirocini in testa alle offerte fatte ai ragazzi, mettere in campo un attento monitoraggio sugli esiti di queste esperienze per valutarne gli sbocchi lavorativi e, soprattutto, se vi sono stati palesi abusi.

 

Inoltre, come rilevato sempre dalla Corte di Conti Europea, è fondamentale per la buona riuscita di Garanzia Giovani, che a monte vi siano servizi per l’impiego efficienti ed efficaci e che vi sia il reale coinvolgimento del mondo delle imprese e della scuola.

 

Purtroppo questa scelta non sembra quella messa in campo, fino ad oggi, dal Governo Italiano.

 

La spesa e gli investimenti in tema di politiche attive e di potenziamento della rete dei servizi per l’impiego resta insufficiente e, assolutamente, sottodimensionata rispetto alle funzioni che vengono assegnate.

 

Basti pensare - conclude con preoccupazione, Guglielmo Loy -  che le recenti riforme del Lavoro (Jobs Act) impegnano con forza i Centri per l’impiego pubblici a seguire milioni di disoccupati, relazionarsi con centinaia di migliaia di imprese, seguire i ragazzi di Garanzia Giovani, chi sta in Cassa integrazione e coloro che potranno accedere ai programmi contro la povertà.

 

Il tutto senza investimenti in risorse umane (sono solo 8.000 gli operatori in campo) e con strumenti non adeguati in relazione ai vecchi e nuovi compiti assegnati.

 

 

Roma, 9 Febbraio 2016

 

 

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