SERVIZIO POLITICHE TERRITORIALI - IMU  - Guglielmo Loy
Loy : ''Gli immobili e l'IMU, tutti i numeri''
Proprietari di prima casa: per fasce di reddito e gettito medio IMU
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16/05/2013  Fisco.  

 

A Cura dell’Osservatorio UIL Servizio Politiche Territoriali

 

CON LA REVISIONE DELL’IMU SULLA PRIMA CASA SI RISCHIA DI PREMIARE I CONTRIBUENTI PIU’ RICCHI

 

CON LA SOSPENSIONE DELLA RATA DI GIUGNO SARANNO ESENTATI

18,3 MILIONI DI PROPRIETARI (IL 91,2%);

 IL 7,8% (1,4 MILIONI DI PROPRIETARI) CHE ABITA NELLE COSIDDETTE CASE DI LUSSO DOVRA’ CONTINUARE A VERSARE.

 

NEL 2012 IL 17% DEL GETTITO IMU PROVIENE DALLE PRIME CASE,

IL 33,5% DALLE CASE SECONDARIE (SFITTE O LOCATE),

IL 20,2% DAI FABBRICATI AD USO PRODUTTIVO

E IL 6,5% DAI NEGOZI.

 

SONO 60 MILIONI GLI IMMOBILI GRAVATI DALL’IMU: IL 92,1% SONO ABITAZIONI E PERTINENZE, IL 3,2% NEGOZI, IL 2% FABBRICATI AD USO PRODUTTIVO.

 

4,2 MILA MILIARDI LA BASE IMPONIBILE DELL’IMU DI CUI 3 MILA MILIARDI DALLE ABITAZIONI; L’IMPONIBILE MEDIO AI FINI IMU E’ DI 70 MILA EURO DI CUI 85 MILA EURO PER LE PRIME CASE.

 

 

Con la revisione dell’IMU sulla prima casa si corre il rischio di “premiare” anche i contribuenti con redditi medio alti, sacrificando parte delle esigue risorse che potrebbero essere indirizzate verso le emergenze sociali: abbassare le tasse sul lavoro e rifinanziare la cassa in deroga.  

Il gettito medio pro capite dell’IMU sulla prima casa ha un andamento direttamente proporzionale alla crescita del  reddito, che, tuttavia, non sempre rispecchia l’effettiva condizione economica del dichiarante.

“Il 71,1% dei proprietari di una prima casa, spiega Guglielmo Loy, dichiara un reddito inferiore ai 26 mila euro l’anno:  chi dichiara fino  10 mila euro, nel 2012, ha pagato 147 euro medi; chi dichiara tra i 10 e i 26 mila euro ha pagato un Imu di 163 euro medi; dai 26 mila ai 55 mila euro ha pagato 296 euro medi; tra i 55 mila e i 75 mila ha pagato 576 euro medi; oltre i 75 mila euro ha pagato 983 euro medi”.

I dati sono contenuti nel rapporto “Gli immobili e l’IMU: tutti i numeri”, sviluppato dal Servizio Politiche Territoriali della UIL,  che ha elaborato i dati dell’Agenzia del Territorio e del Ministero dell’Economia (rapporti immobiliari e statistiche immobiliari, il gettito IMU del 2012).

 

Analizzando la classe catastale delle case emerge che su 20 milioni di immobili adibiti a prima casa, il 71,1% è classificato come abitazione civile ed economica (14,3 milioni di case), il 20,1% è classificato come popolare e ultrapopolare (4 milioni di case), il 2,3% è classificato come abitazione di tipo rurale (475 mila), lo 0,1% è classificato come abitazione tipica dei luoghi (11 mila), mentre il 7,8% (1,4 milioni) è classificato come abitazione di lusso (villini, abitazioni signorili, castelli e ville).

 

La Uil ha sempre sostenuto – commenta Loy -  che l’IMU sulla prima casa va rivista per dare respiro ai redditi fissi, ma non vorremmo che si generalizzasse l’abolizione.

Non solo, occorre escludere dalla sospensione di giugno coloro che vivono nelle cosiddette “case di lusso”.

Pertanto, chiediamo al Governo di procedere in modo selettivo e non generalizzato e di utilizzare il tempo della sospensione del pagamento della prima rata di giugno per rivedere dalle fondamenta sia l’imposizione sugli immobili, sia l’intero impianto del federalismo fiscale.

Infatti, anche il sistema della tassazione nel suo insieme, a partire dalle tasse locali, dovrebbe essere riformate in modo tale da abbassare il carico fiscale sul lavoro e non sul patrimonio.

In ogni caso, si potrebbero esentare le case gravate da mutuo e far pagare aliquote differenziate in base al reddito ISEE.

 

Tornando ai dati IMU, nel 2012, il 50,5% del gettito (11,9 miliardi di euro) proviene dagli immobili adibiti ad abitazioni, comprese le pertinenze: il 17% proviene dalla prima casa (4 miliardi di  euro) e il 33,5% (7,9 miliardi di euro) dalle abitazioni secondarie (locate, a disposizione).

Il 20,2% (4,8 miliardi di euro) proviene dai fabbricati ad uso produttivo (categoria D); il 10,9% (2,6 miliardi di euro) proviene da immobili quali gli uffici pubblici, laboratori artigiani ecc; il 6,5% (1,5 miliardi di euro) proviene dai negozi e botteghe (categoria C/1); il 4,6% (1,1 miliardi di euro) dagli uffici privati (categoria A/10); il 4,3% (1 miliardo di euro) dalle aree fabbricabili; il 2,6% dai terreni agricoli (628 milioni di euro); lo 0,3% dai fabbricati rurali (64 milioni di euro).

 

Gli immobili, in Italia, sono oltre 60 milioni. Oltre 33 milioni sono abitazioni (il 55,6% del totale), di queste, oltre 20 milioni sono adibite a prime case e oltre 13 milioni sono adibite ad altri usi (locate, comodato, a disposizione).

 

Le pertinenze delle abitazioni (garage, cantine, posti auto) sono quasi 22 milioni (il 36,5% del totale degli immobili).

 

I negozi e le botteghe sono oltre 1,9 milioni e rappresentano il 3,2% del totale; gli uffici privati sono oltre 636 mila e rappresentano l’1,1% del totale; i fabbricati a uso produttivo sono quasi 1,2 milioni e rappresentano il 2% del totale, mentre altri fabbricati (uffici pubblici, sotterranei) sono oltre 986 mila e rappresentano l’1,6% del totale.

 

Nel link sottostante, lo studio completo.

 

Roma, 16 Maggio 2013