DECRETO SBLOCCA CANTIERI  - Tiziana BOCCHI
Bocchi: dal Governo solo dichiarazioni e nessuna misura concreta a tutela del lavoro
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08/05/2019  | Contrattazione.  

 

 

Dichiarazione della Segretaria Confederale Uil, Tiziana Bocchi

 

Le ultime notizie di stampa confermano la nostra preoccupazione del ritorno all’illegalità, occorre ricordare che il Codice appalti recepisce tre direttive europee costruite sulla trasparenza, la legalità e la lotta alla corruzione, oltre alla chiarezza e correttezza nei confronti dei lavoratori.

 

Nelle gare d’appalto deve vincere la qualità del lavoro e dei materiali utilizzati, la sicurezza dei lavoratori, la salvaguardia ambientale, la corretta e puntuale applicazione dei contratti collettivi di lavoro evitando dumping retributivi e sociali con l’azzeramento del lavoro nero, la regolarità nelle gare di affidamento e la semplificazione controllata della burocrazia.

 

Ma non solo, come Cgil, Cisl e Uil, abbiamo posto il problema della necessaria riduzione delle stazioni appaltanti, dell’applicazione della clausola sociale eventualmente concordata con le organizzazioni sindacali, l’eliminazione del massimo ribasso e procedere con l’offerta economicamente più vantaggiosa.

 

Il decreto legge n. 32, conosciuto come Sblocca Cantieri, riuscirà solamente a bloccare gli investimenti per lo sviluppo del paese ed ad aumentare il lavoro dei tribunali.

 

Non è possibile aumentare le soglie al di sotto delle quali si può procedere con l’affidamento negoziato, vorrebbe dire non controllare la genuinità dell’appalto e soprattutto tagliare le gambe alle Pmi che rappresentano circa il 98% del nostro sistema industriale e produttivo.

 

Inoltre, occorre intervenire sull’abrogazione dell’80% della percentuale di esternalizzazione delle concessioni per quanto riguarda i servizi speciali essenziali a rete, gas, elettricità, servizi ambientali, trasporto pubblico locale, servizio idrico, perché creerebbe grossi scompensi per l’utenza e per la stabilizzazione dei lavoratori.

 

Questi contenuti ancora non riescono ad essere compresi da questo Governo e da quegli imprenditori che hanno fatto delle “scorciatoie” il loro principale modello di rispetto del codice appalti.

 

Occorre ricordare che i lavoratori impiegati negli appalti sono anche cittadini di questo paese.

 

 

 

Roma, 8 maggio 2019

 

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