MIGRANTI  - Ivana VERONESE
Veronese: Mediterraneo, mettere al primo posto la salvezza delle persone
sbarchi-meditteraneo-vittime-big.jpg
21/01/2019  | Immigrazione.  

 

 

Dichiarazione di Ivana Veronese, Segretaria Confederale UIL

 

 

I ripetuti naufragi al largo della Libia, con almeno 170 migranti morti e dispersi in due giorni, dimostrano che la teoria del Governo italiano dei “porti chiusi”, come deterrente alle partenze dal Nord Africa, non funziona: le partenze continuano a essere numerose e le rotte più lunghe, verso la Spagna e la Grecia, con un numero alto di vittime.

 

Tantomeno crediamo sia accettabile lasciare i salvataggi nelle mani della Guardia Costiera libica che spesso ha dimostrato di non voler o poter attuare i salvataggi e che, quando li fa, consegna i superstiti alla violenza dei centri di detenzione di quel paese noti per la violazione dei diritti umani.

 

Si è impedito alle navi delle ONG di partecipare al soccorso di chi rischia la vita in mare, con l’opinabile risultato che oggi nel Mediterraneo non c’è più quasi nessuno in grado di intervenire tempestivamente in caso di naufragi. Fa certo eccezione l’azione della nostra Guardia Costiera che si prodiga al limite dell’impossibile per soccorrere chi rischia la vita, ma che spesso è troppo lontana dalle coste libiche per poter intervenire tempestivamente.

 

La UIL è certo contraria al traffico di esseri umani, che condanna duramente. Riteniamo però che al primo posto vada messa la vita delle persone, che vanno comunque salvate e portate in un porto sicuro, secondo le normative internazionali. 

 

Chiediamo dunque ai governi europei di aprire i porti e accettare l’attracco delle navi che prestano soccorso a chi rischia la vita in mare.

 

Ripetiamo anche l’invito a Italia ed Europa ad aprire vie legali d’ingresso in Italia e in Europa per migranti e profughi, misura che costituirebbe un efficace deterrente alle traversate pericolose del mare Nostrum.

 

 

Roma, 21 gennaio 2019

 

 

Valid XHTML 1.0 Transitional Valid CSS!