PREVIDENZA  - Carmelo Barbagallo
Barbagallo: “Sono tornati a fare cassa sulle pensioni se non c’è confronto, pronti a mobilitazione”
Il leader della Uil a Roma al presidio dei pensionati di Cgil, Cisl, Uil
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28/12/2018  | Sindacato.  

 

“Sono tornati a fare cassa con i pensionati, tre miliardi e mezzo, per i prossimi tre anni e questo non è ammissibile”. E’ netto il giudizio negativo del Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, sulla parte della manovra economica relativa alla revisione del sistema di indicizzazione degli assegni, a partire da quelli da 1.500 euro. Un’operazione che – secondo Cgil, Cisl, Uil - riduce ulteriormente il potere d’acquisto dei pensionati, scesi in piazza, questa mattina, davanti alle sedi delle Prefetture in moltissime città italiane, proprio per protestare contro questa decisione del Governo. A Roma, il presidio unitario si è svolto a Piazza Santi Apostoli, presenti, tra gli altri, il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, e il Segretario generale della Uil pensionati, Romano Bellissima.

 

“Noi non dobbiamo fare opposizione al Governo – ha detto Barbagallo - ma vogliamo che vengano attivati tavoli di incontri per risolvere questi problemi e favorire la ripresa economica del Paese. Abbiamo presentato una piattaforma e stiamo aspettando che il Presidente del consiglio, così come si è impegnato, ci convochi per confrontarci, punto per punto, sulle nostre richieste nell’interesse dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani che vorremmo non scappassero dal nostro Paese. Per quel che riguarda, in particolare, il capitolo previdenza – ha proseguito il leader della Uil – bisogna ricordare che le tasse pagate dai pensionati italiani sono il doppio della media europea: noi chiediamo la rivalutazione degli assegni pensionistici e una sostanziale riduzione del peso della tassazione. Infine, su quota 100 – ha concluso Barbagallo – siamo disponibili a discutere, sapendo che per noi questo provvedimento deve rappresentare solo una base di partenza, poiché molte categorie di lavoratori, le donne, i precari ne sono esclusi”.

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