PUBBLICO IMPIEGO  - Antonio FOCCILLO
Foccillo: con quota 100 disparità di trattamento tra gli stessi lavoratori del pubblico
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23/11/2018  | Pubblico_Impiego.  

 

 

Dichiarazione di Antonio Foccillo, Segretario confederale UIL

 

In questi giorni sono al vaglio le misure che riguarderanno la c.d. quota 100. Ebbene temiamo che, ancora una volta, i pubblici dipendenti saranno oggetto dell’ennesima disparità di trattamento. Dapprima perché si è precisato che per il pubblico ci sarà una normativa ad hoc, ma poi arriviamo al paradosso quando leggiamo che, tra le ipotesi, si valuta la possibilità di riconoscere fin da subito il tfs (o tfr) per chi opta per la quota 100. Perché paradosso? Perché, in primo luogo, non si fa che creare una disparità di trattamento anche tra gli stessi dipendenti pubblici che, di norma, si vedono riconosciuto il proprio diritto al trattamento addirittura fino a due anni dopo. Senonché pare che questa ipotesi non sia ben accetta, in quanto, secondo gli estensori del provvedimento, costituirebbe un incentivo all´uscita che la P.A. non riuscirebbe a fronteggiare con pari ingressi, col rischio di far trovare diversi enti nell´impossibilità di garantire i servizi perché sotto organico. Pertanto, in risposta a questa preoccupazione, si vuole prevedere una finestra più lunga nella P.A., pari a sei mesi prima della decorrenza della pensione, per garantire la continuità dei servizi.

 

Insomma alle disparità di trattamento, che già hanno tanto contenzioso, si risponde con altrettante disparità e all´invecchiamento della popolazione lavorativa della P.A. sembra volersi controbattere disincentivando l’uscita.

 

In questo quadro, non leggiamo alcuna soluzione ai perduranti problemi dell´età media dei lavoratori pubblici e, soprattutto, alla disparità di trattamento che questi, pur essendo cittadini per lo più a servizio della Nazione, subiscono rispetto ai privati.

 

 

 

Roma, 23 novembre 2018

 

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