PREVIDENZA  - Carmelo Barbagallo
Barbagallo: “non si può sommare il meccanismo dell’aspettativa di vita alla Legge Fornero”
Assemblea in Molise del Leader della UIL sul manifesto per lo sviluppo
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14/09/2017  | Sindacato.  

 

 

All’indomani dell’incontro al Ministero del Lavoro sulla fase due della previdenza, il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, si è confrontato sullo stato della trattativa direttamente con i lavoratori pubblici e privati e con i pensionati. L’occasione è stata l’assemblea organizzata dalla Uil del Molise nella zona industriale di Termoli, dove sono concentrate molte aziende di diversi settori produttivi.

 

La presentazione di un manifesto per lo sviluppo ha fatto da sfondo all’importante iniziativa in una realtà meridionale in cui il problema del lavoro e della crescita continuano a essere la priorità. Ma anche la questione pensioni è come un vero e proprio nervo scoperto. Tutti gli interventi nel corso dell’Assemblea hanno sottolineato questa ulteriore criticità.

 

“Siamo ancora in una fase di studio dei costi delle proposte - ha spiegato Barbagallo alla folta platea che ha animato l’assemblea  - ma non ci sono elementi di chiarezza sulle risorse che il Governo intende riservare a questi capitoli. Il Sindacato - ha sottolineato il leader della Uil - sta valutando, unitariamente, se mettere in campo iniziative per fare le necessarie pressione sull’Esecutivo”.

 

Barbagallo, inoltre, è tornato sul problema dell’aspettativa di vita: “Per noi è una questione dirimente. L’adeguamento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita era stato previsto prima della Fornero: la somma dei due provvedimenti determinerebbe una situazione ingestibile per il nostro Paese. L’età media per andare in pensione in Italia è già di due anni superiore a quella che c’è in Germania dove si andrà in pensione a 67 anni addirittura nel 2030. Ecco perché quel meccanismo deve essere congelato”.

 

Barbagallo che ha apprezzato il manifesto per lo sviluppo presentato dalla Uil Molise ha sintetizzato la posizione della Uil: “Noi vogliamo lavoro, non assistenza, non mance. Servono investimenti pubblici e privati in infrastrutture. Questa è la strada per fare ripartire il Mezzogiorno e il Paese”. Infine, un accenno al tema delle risorse: “La smettessero di dire che non ci sono risorse, è una bufala incredibile. Basterebbe agire sull’evasione fiscale, sulla corruzione e sull’usura per reperire ciò che serve a finanziare sviluppo, lavoro e pensioni”.

 

 

Termoli 14/09/2017

 

 

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